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NBA, verso la stagione 2018-2019. Chicago Bulls: il mercato non porta cambiamenti

I Chicago Bulls lavorano per migliorare la brutta copia della squadra vista lo scorso anno ma il bilancio, il tetto salariale e poca ispirazione sul mercato hanno portato sino ad ora l'oneroso rinnovo di Zach LaVine.

Basket
Pubblicato il 11 agosto 2018, alle ore 18:14

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NBA, verso la stagione 2018-2019. Chicago Bulls: il mercato non porta cambiamenti

I Chicago Bulls lo scorso anno hanno conosciuto la stagione peggiore dell’ultimo decennio, vedendo lontanissimo l’obiettivo postseason. La nuova stagione pare non portare una ventata di novità a Windy City (la città del vento) a causa di una gestione poco accurata degli ultimi anni pieni zeppi di errori sul mercato e negli scambi.

I nuovi Bulls ripartiranno da Zach LaVine: il portentoso e scattante schiacciatore e realizzatore visto a Minneapolis ha rinnovato il proprio ricco contratto, con Chicago che ha pareggiato l’offerta di Sacramento e con Zach che ha scelto di rimanere con i tori rossi. Molte speranze di ben figurare sono legate a lui, dopo la stagione scorsa piena zeppa di infortuni e di poche comparse sul parquet.

Il draft porta due nuovi prospetti: Wendell Carter Jr., centro proveniente da Duke con il n.7, forte in difesa e concreto in attacco, assieme al n. 22 Chandler Hutchinson, ala piccola di Boise State con numeri davvero invidiabili nell’ultima stagione (20 punti e 7 rimbalzi a partita) da cercare di riproporre in parte nei palazzetti della NBA.

L’acquisto di spicco è Jabari Parker, ala piccola ex Milwaukee Bucks, una scommessa su un giocatore dal grande potenziale e con margini di miglioramento ancora evidenti. Con lui arriva la guardia Antonius Cleveland (uomo da panchina), mentre in uscita il nome più in luce della scorsa stagione è stato Jerian Grant, ora ai Knicks. Unico free agent è l’ala grande David Nwaba, autore di una buona stagione nello scorso anno dalla panchina.

Il tetto salariale abbondantemente superato ed il bilancio lasciano però la squadra immutata: oltre a LaVine, il giovane finlandese Lauri Markkanen è l’altra punta di diamante della squadra. In una rosa piena di giocatori si punta molto sulla crescita esponenziale della fresca guardia Kris Dunn e sulla grande esperienza al centro di Robin Lopez.

In campo vedremo anche di sicuro Justin Holiday e Cameron Payne, mentre in panchina spiccano più giocatori dal buon rendimento offensivo piuttosto che realizzativo. D’altronde Fred Hoiberg, il coach, deve giocoforza lavorare duro con i suoi giocatori per allestire un buon gioco difensivo che sappia dare anche importanti spunti in attacco perché, se le vittorie possono arrivare, i playoff sembrano molto lontani sull’orizzonte dei Bulls.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - In questa stagione le sorti dei Chicago Bulls sembrano legate ad un gioco che deve avvicinarsi più possibile alla perfezione con la concomitante lontananza dagli infortuni. Solo la combinazione di queste due situazioni possono probabilmente riportare i Bulls alla postseason, altrimenti la loro stagione potrebbe eclissarsi molto presto. Zach LaVine deve rendere come punti e minutaggio da vero uomo franchigia per fare la differenza, mentre Markkanen e Dunn devono ancora migliorare per diventare decisivi. A Chicago, casa Bulls, tutto appare come un cantiere che deve lavorare sulle macerie di una pessima gestione degli anni precedenti: le condizioni non sono semplici ma si può operare per costruire le prime fondamenta di una squadra ottima per i prossimi anni.

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