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Seat guarda al futuro delle auto. Con il 5G, le vetture potranno ‘parlare’ con i semafori

Lo sforzo congiunto di Seat, Telefonica, Sice, Ficosa e Nokia, ha permesso la creazione di un particolare sistema semaforico volto a migliorare la sicurezza sugli incroci di questo tipo. A Segovia si è tenuta una dimostrazione a riguardo.

Auto
Pubblicato il 14 agosto 2018, alle ore 12:48

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Seat guarda al futuro delle auto. Con il 5G, le vetture potranno ‘parlare’ con i semafori

Da un po’ di tempo a questa parte si parla con un’insistenza sempre maggiore delle reti 5G. Si tratta di reti di nuova generazione che, considerando il grande volume di traffico dati tecnicamente raggiungibile, permettono l’apertura del mondo delle telecomunicazioni a nuovi campi prima inesplorati. Sebbene tali tecnologie di rete non siano ancora disponibili su larga scala, sono stati completati svariati test a riguardo e, prima dell’avvento della nuove infrastrutture di rete, non dovrebbero passare ancora troppi anni.

Nel frattempo, le aziende avanzano gli studi su tale campo di ricerca sperimentando nuovi sistemi tecnologicamente all’avanguardia e misurati sulle possibilità offerte da un punto di vista tecnico. Nello specifico Seat, produttore di autovetture su scala mondiale, avrebbe completato lo sviluppo di un nuovo sistema di sicurezza sulle strade che, in futuro, potrebbe essere implementato sulle proprie autovetture.

A Segovia, non molto tempo fa, si è conclusa la dimostrazione di un particolare sistema comprendente un suv Arona (equipaggiato con attrezzature di telecomunicazioni particolari) ed un sistema semaforico. Due sarebbero le simulazioni presentate: nella prima, il sistema semaforico informava l’autovettura del passaggio di pedoni sulle strisce pedonali poste a destra, non sempre visibili dalla posizione di guida. Nella seconda simulazione, si è instaurato un dialogo tra il sistema semaforico e la vettura volto a stabilire se, considerata la velocità del mezzo, la distanza rimanente dalla striscia di arresto e il tempo rimanente dallo scattare del ‘rosso’, l’autovettura fosse riuscita ad arrestarsi in totale sicurezza.

Entrambi i test hanno avuto, dunque, lo scopo di dimostrare le potenzialità della guida assistita, resa ancora più ‘smart’ grazie alle reti di nuova generazione. Il progetto (denominato ‘Città tecnologiche in 5G’) ha visto la partecipazione di varie aziende come Nokia (che ha fornito il server Mec), Ficosa (multinazionale controllata da Panasonic), Sice (società spagnola che, nel progetto in questione, si è occupata dell’interconnessione fra i sistemi) e Telefonica (società di telecomunicazioni spagnola).

Al momento, si tratta di un semplice prototipo e, per questo motivo, non è dato sapere quando un sistema del genere sarà commercializzato su larga scala. In ogni caso, il costo dell’infrastruttura potrebbe essere relativamente contenuto: lo sviluppo di tale progetto nel campo reale richiede una connessione 5G che, in ogni caso, presenta costi ridotti rispetto alla realizzazione di una struttura di rete proprietaria.

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Cosa ne pensa l’autore
Fabio Attardo

Fabio Attardo - Il progetto presentato a Segovia ha tutte le carte in regola per innovare il settore automobilistico. Spesso e volentieri, infatti, gli incidenti stradali sono causati da distrazioni varie e, per questo motivo, l'implementazione di tecnologie sempre più all'avanguardia permette di raggiungere un grado di prevenzione superiore. Resta da vedere quando un sistema del genere potrà essere pubblicamente disponibile nelle varie città del mondo.

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