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Ora è ufficiale, i tutor autostradali sono stati spenti

A conclusione di un’articolata vicenda giudiziaria in essere tra Autostrade per l’Italia e l’azienda Craft, tutti i 333 tutor installati lungo la rete autostradale nazionale sono stati spenti. Da luglio saranno però pronti i nuovi rilevatori di velocità wi-fi.

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Pubblicato il 31 maggio 2018, alle ore 12:37

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Ora è ufficiale, i tutor autostradali sono stati spenti

Dopo una lunga vertenza giudiziaria che ha contrapposto l’azienda toscana Craft ad Autostrade per l’Italia, tutti i 333 tutor installati sulla rete autostradale nazionale sono stati spenti. La corte di Appello di Roma ha infatti condannato Autostrade per l’Italia per la violazione del diritto di brevetto rivendicato dalla Craft.

Dopo la condanna da parte della corte di appello di Roma dello scorso 10 aprile, Autostrade per l’Italia ha ritenuto più opportuno sobbarcarsi l’onere delle penali, piuttosto che permettere di circolare sulla propria rete a velocità eccessive.

Ma secondo i giudici che hanno ritenuto il tutor una mera contraffazione del dispositivo brevettato dalla società di Greve in Chianti, non ci sarebbe alcuna possibilità da parte di Autostrade per l’Italia di continuare ad usare lo strumento di rilevazione della velocità media. Da qui sono stati spenti tutti i 333 tutor che presidiavano gli oltre 3.100 km di autostrade del nostro Paese.

A questo punto molti italiani si saranno domandati se saranno liberi di scorrazzare liberamente lungo la rete autostradale nazionale. Ad un primo acchito si sarebbe propensi a rispondere di sì, ma in realtà non è proprio così.

Con i tutor spenti, aumenta necessariamente la presenza di pistole laser, autovelox e altri sistemi di rilevazione della velocità. Questi strumenti abbinati all’uso della doppia pattuglia, una che rileva l’infrazione, l’altra che blocca il trasgressore, avrebbero modo di comminare la multa sul posto con conseguente decurtazione dei punti dalla patente. In precedenza con il tutor si sarebbe invece potuto usare l’escamotage di non comunicare i dati del conducente. In questo modo si sarebbe pagata un’ulteriore multa da poco più di 280 euro. Ora tutto ciò non sarebbe più praticabile, in quando la constatazione dell’infrazione sarebbe immediata: la patente sarebbe quindi più a rischio.

In secondo luogo le autorità sono già all’opera per mettere in moto un nuovo sistema di rilevazione dell’eccesso di velocità a mezzo wi-fi. Stando a quanto comunicato, sarà già operativo entro la metà di luglio, in altre parole poco prima del classico esodo di agosto. Questo sistema di telecamere riprenderà le targhe delle auto in transito, e nel caso di violazione del codice della strada, farà scattare la relativa sanzione.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Il tutor è stato a lungo lodato dalle autorità in quanto ha contribuito a ridurre del 70% il numero dei morti negli incidenti stradali. Peccato però che fosse viziato da un problema di brevetto che ne ha ora impedito l’uso. Chissà se a questo punto gli automobilisti multati con il tutor non decideranno di presentare ricorso, rivendicando di essere stati sanzionati da un dispositivo fuorilegge.

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