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FCA dirà addio al diesel nel 2021 e pensa anche al ritorno della 500 Giardiniera

Sergio Marchionne ha illustrato al Balocco il piano quinquennale 2018-2022 del gruppo Fca. Nonostante le recenti perplessità, anche il gruppo italo-americano si concentrerà sullo sviluppo delle motorizzazioni elettriche, a tutto discapito di quelle diesel.

Auto
Pubblicato il 4 giugno 2018, alle ore 17:57

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FCA dirà addio al diesel nel 2021 e pensa anche al ritorno della 500 Giardiniera

C’era grande attesa per sapere quale fosse il contenuto del piano industriale di Fca per il quinquennio 2018-2022. E, a parte qualche indiscrezione già trapelata alla vigilia, le sorprese non sono mancate.

Innanzitutto, Sergio Marchionne ha indossato la cravatta al posto del consueto maglione scuro. Come da lui stesso fatto presente, la scelta di questo accessorio d’abbigliamento non è stato casuale, ma simbolo di un obiettivo raggiunto. L’a.d. aveva infatti annunciato che avrebbe indossato una cravatta all’azzeramento del debito, traguardo che verrà raggiunto alla fine di questo mese.

Con questo business plan, il numero uno del gruppo italo-americano ha reso nota l’intenzione di puntare forte sull’elettrico. Ben 9 miliardi di dollari saranno indirizzati sull’elettrificazione dei nuovi modelli, tra cui a spiccare sarà la 500, “veicolo ideale per una completa soluzione a batteria elettrica”. A completare la famiglia di 500 “alla spina” arriverà la versione Giardiniera, anche se la 500X e la 500L potranno essere ordinabili anche in versione ibrida.

Tutto ciò rappresenta una scelta in netta controtendenza rispetto a solo qualche anno fa, quando il manager italo-canadese rimproverò alla 500 elettrica di essere un’auto capace di arrecare una perdita di 10 mila dollari per unità venduta. Evidentemente, il mondo sta cambiando molto velocemente, e lo stesso ceo di Fca non può non tenerne conto.

Adeguarsi al trend elettrico del momento significherà però dare meno spazio al diesel, motorizzazione destinata a scomparire nel 2021 da tutti i prodotti indirizzati alla clientela privata. Così come già annunciato da altri costruttori, la propulsione a gasolio rimarrà disponibile solo per i veicoli commerciali leggeri.

Più spazio poi ai modelli premium ad alta redditività, a tutto discapito dei prodotti più popolari, quelli che in sostanza hanno fino ad oggi fatto la storia della Fiat. Come più volte ribadito, le auto di massa del XX secolo che in Italia hanno raccolto grande successo, oggi non esistono più: quel tipo di prodotto e quel modo di business sono oggi anacronistici. Maggiore attenzione sarà così dedicata a Jeep, Alfa Romeo, e Maserati. Nel frattempo, Fiat sarà ridimensionata ma soprattutto chiamata a rivedere il suo storico core business.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Marchionne avrà anche messo in sesto le finanze del gruppo, ma a che costo? Dopo una Lancia tenuta in vita dalla sola Ypsilon, la Fiat del futuro sarà tutta a trazione Panda e 500? La Punto e le auto del segmento B rappresenteranno anche un anacronistico modo di intendere l’auto, ma non per questo non vengono vendute. In verità sono solo meno remunerative rispetto a modelli più prestigiosi. Anche la 500 elettrica era stata dapprima scartata per poi essere nuovamente offerta. Chissà che la nuova dirigenza, in carica dal prossimo 2019, non dimostri di avere delle idee più chiare, e magari decida di evitare lo snaturamento di una delle più grandi industrie italiane.

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