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Fca: dal 2022 stop alla produzione di auto diesel

A rivelarlo è stato il Financial Times. La ragione che ha spinto a dire addio al gasolio è legata al crollo della domanda di questo tipo di alimentazione, e agli ingenti costi necessari per adeguare i propulsori alle normative antinquinamento.

Auto
Pubblicato il 26 febbraio 2018, alle ore 12:53

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Fca: dal 2022 stop alla produzione di auto diesel

Nel recente passato lo avevano già annunciato altri costruttori, ora è arrivato anche il turno di Fca. Il costruttore italo-statunitense ha infatti deciso di mettere la parola fine ai motori diesel delle auto passeggeri a far data dal 2022. Il che vuol dire che l’opzione diesel continuerà ad essere possibile, ma per i soli veicoli commerciali.

L’indiscrezione arriva direttamente dal Financial Times, che avrebbe così svelato con circa tre mesi di anticipo una delle notizie chiave del prossimo 1 giugno, giorno in cui Sergio Marchionne presenterà a Balocco il piano industriale di Fca valido sino al 2022. Si tratterà di un momento chiave, utile per poter capire quelle che saranno le future strategie del gruppo.

Si apprenderà per esempio quale sarà il destino della futura Punto, ma non si parlerà solo di auto. Tema chiave saranno anche le politiche volte a raggiungimento della piena occupazione negli stabilimenti italiani e le strategie di azzeramento del debito del gruppo. Proprio per l’importanza del momento, il numero uno del colosso automobilistico aveva preannunciato che “a Balocco mi vedrete con la cravatta”.

Ma c’è grande attesa anche per un’altra ragione: si attendono novità su quella che è la tanto attesa svolta “green”. Per molto tempo il manager italo-canadese è apparso molto dubbioso sul fronte delle motorizzazioni ibride ed elettriche, ma secondo molti, i tempi sarebbero ormai maturi per introdurre tali propulsori anche nella gamma Fca. E come logica conseguenza ne deriverebbe l’abbandono della produzione dei motori a gasolio.

Come anticipato dal Financial Times, a spingere il costruttore ad intraprendere questa strada ci sarebbe il recente tracollo della domanda e i sempre più esosi costi di ricerca necessari per adeguare il diesel agli standard imposti dalle normative antinquinamento. Fca non ha voluto commentare tali indiscrezioni, ma a quanto pare non ci sarebbero grosse alternative: è innegabile che a livello globale sta prendendo sempre più piede il fronte politico che non vede di buon occhio i motori che sfruttano il principio della compressione. Senza poi dimenticare la rapida diffusione delle auto ibride, anticamera della futura affermazione delle auto elettriche.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Volente o nolente, Fca deve adeguarsi ai trend del mercato. Gli altri costruttori hanno già fatto da anni le loro scelte, il gruppo italo-statunitense è in ritardo, ma con le strategie giuste può ancora recuperare. Un tempo era la Fiat a segnare la strada con auto come la 127, la Uno o la Punto; oggi il gruppo si trova in difficoltà anche sui segmenti a lei storicamente più congeniali. Non resta che rimettersi in carreggiata e lavorare per chiudere il gap. L’anno prossimo Marchionne abbandonerà l’incarico; si spera che il nuovo a.d. dia impulso alla ricerca e all’innovazione di tutti i brand del gruppo.

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