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Venezia

Venezia: Giotto il primo nella trilogia Magister

Giotto è il primo a scendere in campo, il 13 luglio, nella trilogia Magister che farà conoscere l'arte attraverso l'emozione. nel 2018 Canova e nel 2019 Raffaello Sanzio.

Arte
Pubblicato il 19 giugno 2017, alle ore 17:51

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Venezia: Giotto il primo nella trilogia Magister
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Giotto, un genio nato 750 anni fa, sarà celebrato a Venezia con una mostra in cui arte, musica, parola e tecnologia si uniscono negli spazi monumentali della Scuola Grande della Misericordia, dal 13 luglio al 5 novembre 2017. E’ la prima delle tre memorabili esposizioni che nel giro di tre anni comporranno la trilogia Magister, per celebrare i grandi maestri dell’arte italiana, nel 2018 Canova e il Neoclassico e nel 2019 Raffaello Sanzio.

Lo scopo del progetto – un prodotto di Cose Belle d’Italia Media Entertainment -, è quello di far conoscere, a livello internazionale, il pensiero e l’arte italiana, cercando di trasmettere il valore culturale attraverso lo spettacolo. Ogni rassegna avrà appositi Comitati scientifici, esperti e storici dell’arte che cercheranno di coniugare ricerca e tecnologia multimediale coinvolgendo artisti e scenografi in modo da creare percorsi culturali inediti e contemporanei. L’esposizione ‘Magister Giotto‘, è stata ideata e realizzata da Luca Mazzieri e Alessandra Costantini, con la partecipazione di Alessandro Tomei e Giuliano Pisani, storici dell’arte.

La mostra è allestita negli spazi della Scuola Grande della Misericordia e la durata del percorso espositivo è di circa 45 minuti. La voce narrante di Luca Zingaretti e le musiche originali di Paolo Fresu accompagnano il visitatore. Il percorso inizia dalla navata d’ingresso dove è stata allestita un’imponente Croce del Presepe di Greccio, a ispirazione dell’affresco di Giotto si prosegue poi al primo piano per la visita di sette ambienti realizzati con un’architettura tessile.

Tutti capolavori capaci di suscitare emozioni e attraverso queste illustrare la rivoluzione che il maestro toscano ha compiuto nel tardo Medioevo, rinnovando l’arte occidentale e aprendo la strada al Rinascimento e all’età moderna.

Gli affreschi di Assisi, la Cappella degli Scrovegni di Padova, i Crocifissi e altre opere che il Maestro ha realizzato a Firenze sono alla base dell’impianto narrativo, che si conclude ricordando un evento contemporaneo: la Missione Giotto dell’Agenzia Spaziale Europea, nel 1986. Occasione in cui, per la prima volta, la Cometa di Halley, dipinta nella Cappella degli Scrovegni, a Padova, nell’Adorazione dei Magi, è stata intercettata.

Magister Giotto’ nel 2018 andrà in Giappone, ospitata a Tokyo e Kyoto.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Il tutto m'incuriosisce abbastanza. I nuovi linguaggi, che sembrano freddi e staccati, se curati e pensati da intenditori sono capaci di suscitare emozioni e allo stesso tempo formare i visitatori. Mi auguro di poter visitare la mostra finché è dietro casa e di non dover andare a Tokyo o a Kyoto.

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