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La mostra sul selfie alla Saatchi Gallery di Londra

La Saatchi Gallery di Londra, in collaborazione con Huawei, inaugura un'originale esposizione di selfie, dal 31 marzo al 30 maggio, chiamata "From Selfie to Self-Expression".

Arte
Pubblicato il 22 marzo 2017, alle ore 22:31

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La mostra sul selfie alla Saatchi Gallery di Londra
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Vincent van Gogh sarebbe ricorso ad un selfie o armato di pennelli e colori avrebbe riprodotto la sua essenza su tela? Artemisia Gentileschi avrebbe scattato una foto ammiccante dinnanzi ad uno specchio o con passione ed ardore si sarebbe prostrata dinnanzi all’arte che implodeva nella sua anima?

La Saatchi Gallery di Londra il 31 marzo inaugura “la prima mostra al mondo” sull’ossessione contemporanea per eccellenza, che avvolge grandi e piccini, uomini e donne: ritrarre se stessi, in ogni posa, in ogni circostanza.

“From Selfie to Self-Expression” visitabile fino al 30 maggio – sponsorizzata dall’azienda cinese Huawei – è di fatto una retrospettiva di selfie, il narcisismo che si tramuta in arte. La mostra esplorerà in modo originale la storia dell’autorappresentazione artistica, tracciando un filo conduttore che dai grandi maestri del Rinascimento conduce fino alla consuetudine odierna di scattarsi foto con gli smartphone.

Accanto agli autoritratti di maestri come Rembrandt, Van Gogh, Velázquez e Frida Kahlo, campeggiano le immagini della fotografa Juno Calypso, gli autoritratti di Tracey Emin, gli autoscatti di George Harrison. Giunge alla nostra era digitale con quello scattato da Barack Obama e David Cameron, con la ex premier danese Helle Thorning-Schmidt, durante i funerali di Nelson Mandela o la foto degli U2, sul tappeto rosso degli Oscar 2014, caratterizzata da Benedict Cumberbatch che fa le smorfie.

L’autoritratto è la misteriosa rappresentazione del sé, troneggia imperante nell’arte, a rappresentare non solo i tratti somatici dell’artista ma anche la sua personalità, le sue emozioni, i suoi sogni, fino ad arrivare a veri e propri tentativi di autoterapia che giungono oggi attraverso il selfie, che altro non è se non un autoritratto fotografico.

Il selfie rappresenta la transizione della cultura contemporanea verso un’era altamente digitalizzata. La mostra è uno sguardo irresistibile alla storia e al potenziale creativo di questa forma di espressione” dice Nigel Hurst, amministratore delegato della Saatchi.

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - Nel realizzare il ritratto di sé stesso, l'artista conferisce alla sua immagine caratteristiche di verosimiglianza tali per cui, chi osserva l'opera, possa riconoscervi. L'autoritratto è antitetico dal concetto di ritrarre semplicemente se stessi, accanto alla capacità introspettiva, concerne il coraggio di scrutare la propria anima per esporla su tela. Un selfie non è certamente paragonabile all'autoritratto, uno scatto spesso studiato che, esaltando talune caratteristiche, occulta la veridicità del fotografato.

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