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Invictus Games 2017: Lo sport come ragione di vita e l’Italia è viva ed orgogliosa dei suoi atleti

Siamo agli ultimi giorni degli Invictus Games in Canada, è doveroso guardare questi atleti paralimpici con orgoglio ed ammirazione. L'esperienza terribile della disabilità viene superata nella pratica sportiva. Lo sport come ragione di vita.

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Pubblicato il 28 settembre 2017, alle ore 11:34

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Invictus Games 2017: Lo sport come ragione di vita e l’Italia è viva ed orgogliosa dei suoi atleti

In questi giorni si stanno svolgendo a Toronto (Canada) gli Invictus Games 2017, manifestazione dove gareggiano atleti paralimpici provenienti da tutto il mondo. Quest’anno, gli atleti presenti sono 550 e rappresentano ben 17 nazioni (tra cui anche l’Italia) e ben 12 sport nei quali confrontarsi per meritarsi quante più medaglie possibili delle 36 che sono in palio.

Ma gli Invictus Games rappresentano una manifestazione grande per il modo dello sport e a sostenere tutta la macchina organizzativa c’è anche l’impegno di ben 1500 volontari. Giovani e adulti che si impegnano, in maniera gratuita, affinché le prove degli atleti si svolgano nelle condizioni migliori. Si occupano del servizio d’ordine allo stadio, accompagnano le persone disabili, danno indicazioni e sono preparati per interventi di pronto soccorso nei casi di necessità.

Che si tratti di una manifestazione importante, sia dal lato sportivo che umano, lo dimostra anche l’intervento del Principe Harry d’Inghilterra che ha raccontato di come gli atleti gli abbiano, più volte, evidenziato il fatto che lo sport è diventato la loro ragione di vita. Gli Invictus Games sono un modo per questi uomini e donne, giovani e adulti, per poter rappresentare il loro paese, per condividere emozioni forti con i loro compagni. Tutto questo era solo un sogno nel periodo in cui erano in ospedale.

Una grande prova, quella atletica, che riesce a tirare fuori da queste persone la grinta e la forza che hanno dovuto cacciare nel momento più brutto della propria vita. Oggi non combattono per uscire da un’ospedale, combattono per una medaglia, per la gioia di salire sul podio, per ascoltare fieri l’inno nazionale stringendo la bandiera al petto.

Per l’Italia sono in gara gli uomini del Corpo Paralimpico di Difesa. Militari che hanno fatto della divisa la loro pelle e dell’Italia il loro spirito. In questi giorni stiamo raccogliendo medaglie dche ci rendono orgogliosi dei nostri uomini. Ultima medaglia arrivata è stato l’argento vinto dal Maggiore Loreto Di Loreto (già vincitore di un Bronzo), premiato dal Principe Harry.

Ma è bello poter scrivere anche delle prodezze di un mio concittadino: il Tenente Colonnello Giuseppe Campoccio, vincitore di una medaglia di bronzo ai giochi di Londra in luglio e, che a Toronto ha indossato un argento e un oro.

Se al suo ritorno in Italia quest’estate ha ricevuto il plauso e l’abbraccio del Sindaco, dei suoi colleghi di lavoro e dei cittadini di Cassino (FR), per il podio conquistato in Inghilterra, certamente c’è d’aspettarsi un riconoscimento degno dei risultati che il colonnello Campoccio è riuscito a maturare nei giochi in Canada.

Siamo ormai agli sgoccioli di questa bella esperienza ed emozionati per tutto quanto questi nostri atleti sono riusciti a farci vivere. Emozioni e gioie che veramente fanno comprendere quanto sia importante per un uomo e per una donna avere l’Italia nel cuore.

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Cosa ne pensa l’autore
Angelo Franchitto

Angelo Franchitto - Seguendo quanto sta accadendo in Canada, i giochi di Toronto non sono solo emozioni che il mondo dello sport ci regala, sono storie di vita che mi emozionano e persone che ho la fortuna di avere addirittura nella mia città e che incontro per strada, che ora vedo gareggiare e trionfare. Tutto questo è bellissimo.

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