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Presentato il decreto sulla banda ultra larga

Via libera al decreto che prevede la realizzazione di reti a banda ultra larga in Italia. Verrà utilizzata la tecnica delle “minitrincee”, che permette di ridurre tempi e costi degli scavi

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Pubblicato il 8 luglio 2013, alle ore 15:18

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Presentato il decreto sulla banda ultra larga
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Dopo mesi di attesa, il ministero allo Sviluppo economico e quello delle Infrastrutture e dei Trasporti, hanno trovato l’accordo sul testo del decreto che faciliterà lo sviluppo in Italia di reti a banda ultra larga con la fibra ottica.

Il governo ha infatti firmato il Decreto che detta le misure per abbattere tempi di scavo e costo dell’opera, quest’ultimo con un risparmio stimato per 2 miliardi, secondo il Ministero dello Sviluppo Economico.

I Ministeri hanno infatti autorizzato gli operatori a servirsi della tecnica delle cosiddette minitrincee, ovvero tecniche di scavo che aprono in modo chirurgico l’asfalto, posano la fibra e lo chiudono in un solo giorno, riducendo costi e disagi.

Il decreto è tardato per le divergenze tra i ministeri proprio sull’uso delle minitrincee, su cui i Trasporti aveva alcune perplessità, in quanto i cantieri tradizionali, senza le minitrincee, durano parecchi giorni, durante i quali la strada è chiusa al traffico.

La svolta c’è stata anche grazie alla collaborazione di Anci, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, che ha dato il proprio nulla osta all’utilizzo della tecnica di scavo spesso osteggiata dalle amministrazioni locali. Dal punto di vista strettamente economico e tecnologico il nuovo decreto attuativo si presenta come un importantissimo passo nella prosecuzione della cosiddetta Agenda Digitale.

C’è interesse a sostenere il decreto anche da parte delle Regioni, che tramite numerosi bandi stanno finanziando le reti a banda ultra larga grazie ai fondi europei dedicati; non ultima Telecom Italia, che nei giorni scorsi ha lanciato la prima offerta nazionale a banda ultra larga su 27 città italiane, che raggiungeranno quota 33 entro la fine dell’anno.

A Milano i servizi partono subito con i livelli prestazionali pari a 100 Mbit/s in download. Nelle altre città la velocità sarà pari a 30 Mbit/s, in attesa delle ulteriori evoluzioni tecnologiche. A differenza degli altri Paesi, l’offerta italiana non include i servizi televisivi, che continuano ad essere veicolati sulle altre reti, bensì si limita alla velocità di collegamento.

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