Iscriviti

Padova: postava e vendeva foto hot in internet

L'incasso arrivava anche a 2.500 euro al mese. Il caso è stato scoperto dall'Arma dei carabinieri che, con il Lions club Padova, ha partecipato al progetto anti cyberbullismo nelle scuole.

Internet e Social
Pubblicato il 22 giugno 2017, alle ore 09:47

Mi piace
15
0
Padova: postava e vendeva foto hot in internet
Pubblicità

Una ragazzina di quindici anni appena vendeva, di notte, le sue foto hot sui social. La sua “attività” la portava a guadagnare anche 2.500 euro al mese, una bella somma, e senza che alcuno lo sapesse.

I carabinieri stanno tuttora indagando per accertare dove siano finite le foto della minorenne, chi ne sia in possesso avendo acquistato le immagini, e quale traffico stiano alimentando.

Il caso è emerso a scuola, durante un ciclo di incontri sul tema del cyberbullismo e legalità promosso in varie scuole padovane dall’Arma dei Carabinieri in collaborazione con il Lions club Padova San Pelagio. Durante gli incontri, sono emerse varie testimonianze che i carabinieri hanno saputo raccogliere e mettere insieme iniziando la loro ricerca.

Nell’anno scolastico 2016-2017, il programma “cyberbullismo e legalità” ha coinvolto 1.500 alunni, dalla quarta elementare alla seconda superiore, in ben tredici scuole della provincia. La ragazzina, ma così molti dei suoi coetanei, navigava in internet soprattutto nelle ore notturne, per sfuggire al controllo dei genitori.

Durante la notte, quando nessuno controllava la sua attività, scattava e spediva sui social le foto delle sue parti intime, naturalmente in cambio di denaro, un bel giro d’affari che le ha fatto mettere insieme migliaia di euro.

Il progetto ha portato a galla anche altre storie, in particolare quella di una ragazzina che – per anni -dalle classi elementari alla terza media, è rimasta vittima di eventi di bullismo. Lo racconta, in qualche breve passaggio, Barbara Bononi del Lions club: “Un giorno è stata costretta a portare un post-it diffamatorio sulla schiena tutto il giorno senza che nessuno intervenisse. Era completamente isolata dalle relazioni sia a scuola che fuori, esclusa dai gruppi WhatsApp e bloccata sui cellulari, senza punti di riferimento a scuola e in famiglia. Alla fine, ha portato a termine l’anno ma ha dovuto cambiare scuola”.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore

Marilena Carraro - La notte è fatta per dormire: se il sonno non viene, allora si contano le pecore, oppure qualcuno dice il rosario. Così una volta, così ancora per molti, ma non per tutti. Penso che se i ragazzi navigano di notte, allora dovrebbero affaticarsi un po' di più di giorno, e il sonno arriverebbe: diversamente, se nonostante questo, ancora navigano di notte, allora bisognerebbe vedere quale interesse o tormento li porta a fare le ore piccole. Anche il "far soldi" può diventare un tormento. Penso ancora che bisognerebbe essere chiari sull'utilizzo dei mezzi di comunicazione, sul cosa postare, soprattutto e più di tutto sul rispetto del proprio corpo. Se anche posto una mano, sarà la mia mano, unica al mondo, a viaggiare per sempre in internet. E di quella mano ne faranno quello che vogliono. Penso anche ai genitori che, affaticati dal giorno, magari per alleviare al massimo le fatiche dei figli, dormono. Dormono di notte, ma forse un po' anche di giorno. Probabilmente la ragazzina, appena si renderà conto della gravità, sarà presa da angoscia. Ecco, se fosse mia figlia, le direi: "Ricominciamo insieme, sono con te, pronta a difenderti".

Lascia un tuo commento
Commenti
Fabrizio Ferrara

22 giugno 2017 - 09:49:56

Non credo che una che guadagna 2500 euro al mese facendo quello che faceva quella ragazzina si ponga il problema di farsi aiutare, o si senta in colpa. È consapevole mercimonio del proprio corpo. Prostituzione, si sarebbe detto un tempo. ".

0
Rispondi