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Modella russa rischia la vita per qualche like. Ecco com’è finita

Nel corso del suo ultimo shooting a Dubai, la bella Odintsova ha pensato di farsi fare degli scatti memorabili che, però, avrebbero potuto costarle la vita: la location, infatti, era un grattacielo in costruzione, e lei era sospesa nel vuoto...

Internet e Social
Pubblicato il 20 febbraio 2017, alle ore 11:14

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Modella russa rischia la vita per qualche like. Ecco com’è finita
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Una delle pratiche più stupide che sta prendendo piede sui social, in particolar modo su quelli che come Instagram e YouTube alimentano l’Ego personale, è quella del “rooftopping”, che consiste nello scattarsi foto, ad altezza incredibili, stando spesso in bilico, e rischiando la vita: l’ultima personalità ad essersi cimentata in questa assurda pratica è la modella Viktoria Odintsova. Vediamo com’è andata.

Viktoria Odintsova è una giovane modella russa, di 22 anni, originaria di Pietroburgo, la metropoli più “europea” della Grande Russia: di per sè, la fanciulla in questione (somigliante a Nina Moric) non dovrebbe sforzarsi più di tanto, per avere visibilità. La natura l’ha evidentemente favorita, e gli oltre 3.2 milioni di followers, che la seguono su Instagram, ne sono una chiara conferma. 

Eppure, a quanto pare, il proprio seguito virtuale non deve esserle sembrato abbastanza, visto il particolare scenario nel quale ha tenuto il suo ultimo shooting: in un video, pubblicato sia su Instagram che su YouTube, si vede la bella Odintsova salire sul parapetto di un grattacielo in costruzione, a Dubai, e sporgersi verso il vuoto (dopo aver ispirato per concentrarsi), senza una minima imbragatura di sicurezza, e sostenuta solo dal braccio di un uomo. Lo stesso fotografo che doveva tenere in equilibrio se stesso, e scattare le foto. 

In un’altra sequenza del medesimo servizio, poco dopo la prima “esibizione”, Viktoria si cala, addirittura, dal parapetto di cui sopra, leva un braccio nel vuoto, mentre con l’altro si tiene a quello del fotografo: se possibile, ancora più pericoloso dello scatto precedente. 

Come l’hanno presa i suoi followers? Ebbene, questi ultimi – abitualmente entusiasti della loro eroina – questa volta non hanno gradito la performance e, in molti, l’hanno criticata perché, di fronte a tanti che lottano per la vita, lei l’ha rischiata in modo così superficiale, per avere solo qualche like e follower in più. Qualcuno, più duramente, ha detto che alla sua bellezza fa difetto l’intelligenza, e che andrebbe bandita da Dubai, e dal social in questione, che già ha una politicy piuttosto severa contro foto e video che possano dare il cattivo esempio

In ogni caso, quello della Odintsova, fortunatamente conclusosi bene, non è il primo caso di “rooftopping” praticato da qualcuno che cercava facile gloria sui social: nel Dicembre del 2015, il 24enne Connor Cummings, salito con un amico sul tetto del Four Seasons Hotel di Manhattan (alto 52 piani), ha trovato la morte mentre, scattandosi delle foto, è caduto da una passerella alta 25 piedi (circa 7,62 metri). Più o meno nello stesso periodo, un 17 enne russo, Andrey R, è precipitato da un edificio alto 9 piani, sempre mentre era intento a farsi scattare una foto: la corda alla quale si era legato, si è spezzata e, lasciandolo cadere su delle piante, gli ha solo regalato un paio di ore di agonia, prima della morte sopraggiunta in ospedale. 

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Cosa ne pensa l’autore

Fabrizio Ferrara - Pensavo, nel leggere il flash di questa notizia, che si fosse esagerato. M'immaginavo una pur rischiosissima foto a bordo di un cornicione: invece no. Lo scatto alla Odintsova è stato fatto su una trave metallica di un edificio in costruzione, senza alcuna cautela, e con il rischio di mettere in pericolo anche la vita del fotografo, che a stento riusciva a tenersi in equilibrio. Assurdo: a guardare il video, si rimane veramente scioccati. Credo, davvero, che i social dovrebbero darsi una regolata, e non consentire la pubblicazione di contenuti simili, che potrebbero essere di cattivo esempio, e indurre i giovani - sempre intenti ad emulare le proprie star - in comportamenti altamente pericolosi.

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