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La bufala delle siringhe infette nelle erogatrici di benzina

Il web è impazzito alla notizia delle siringhe infette che sembrerebbero posizionate nelle erogatrici di benzina, ma la verità è ben altra. Ecco la notizia bufala.

Internet e Social
Pubblicato il 21 giugno 2017, alle ore 23:52

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La bufala delle siringhe infette nelle erogatrici di benzina
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Negli ultimi giorni, il web è impazzito a causa di un annuncio che sta facendo davvero preoccupare. L’allarme lanciato dice: «Attenzione, da qualche tempo c’è chi si diverte a inserire siringhe infette di sangue di sieropositivi nelle pistole erogatrici di carburante in alcune stazioni di servizio». Ma cosa c’è di vero?

La risposta arriva direttamente dal portale di debunking “Bufale.net”. Come succede spesso, e in particolar modo i questi ultimi anni, parecchie persone sono cadute nel tranello di un allarme totalmente infondato e generato solo per creare psicosi e stigmatizzare le persone affette da malattie gravi come l’HIV.

Il primo post che è stato diffuso sui social in lingua italiana sostiene che i primi casi di queste siringhe infette siano avvenuti in provincia di Verona; eppure, se questi gravi casi fossero reali, ci sarebbero stati annunci da parte delle autorità per mettere in guardia i cittadini, ma niente di tutto questo è mai avvenuto.

Bufale.net ha anche scoperto che i falsi allarmi sulle siringhe infette nelle erogatrici non sono un fenomeno nuovo, ma che un sito statunitense di debunking, “Snopes”, ne parlava già diversi anni fa. Le prime bufale sul tema risalgono addirittura al 2000, ed è stato aggiornato il post ogni volta in cui la bufala, creata solo per generare allarmismo e prendersi gioco di chi ci credeva, tornava alla ribalta. 

La foto che sta facendo il giro del web, ad ogni modo, è vera: un uomo californiano, un mese fa, è rimasto ferito dopo essersi punto con l’ago di una siringa incastrata nella pistola erogatrice di un distributore di carburante a San Bernardino. L’uomo, come riporta “FOX11” (foxla.com), ha denunciato l’episodio alla polizia, e ora dovrà sottoporsi a test per accertare che non vi sia stata alcuna infezione. Si tratta – comunque – di un caso estremamente isolato, che solo per una pura coincidenza segue lo schema di una bufala vecchia di 17 anni. 

Come comportarsi – quindi – riguardo a questa notizia? Ovviamente, se volete, potete prestate la massima attenzione quando andate a fare rifornimento, ma sappiate che finora, da noi, nessun caso di questo genere è stato realmente accertato.

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Cosa ne pensa l’autore

Marta Lorenzon - Ecco un'altra notizia nata dall'ignoranza della popolazione che, prima di condividere, non si informa su quanto ci sia di vero, creando così allarmismi inutili e commenti di odio che non hanno alcun motivo di esistere. Le notizie fake sono sempre dietro l'angolo: dobbiamo prestare sempre moltissima attenzione a quello che decidiamo di leggere e condividere.

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