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In Giappone compri finti amici per creare una finta vita sociale

"Family Romance” è un’azienda giapponese che offre - a pagamento - dei veri e propri servizi fotografici con finti amici, che i clienti possono postare sui loro social network.

Internet e Social
Pubblicato il 19 marzo 2017, alle ore 18:31

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In Giappone compri finti amici per creare una finta vita sociale
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Avete pochi amici su Facebook? Osservate con invidia e livore i profili ricchi di foto con innumerevoli amici? “Family Romance” è ciò che vi occorre: è un’azienda giapponese che offre a pagamento dei veri e propri servizi fotografici con finti amici, che i clienti possono postare sui loro social network (la liberatoria gratuita permette un numero illimitato di condivisioni.

Condividere con il mondo intero momenti a noi cari è diventato fondamentale: sempre connessi, attenti ad un like in più e in meno, l’autostima delle persone è legata alla popolarità sui social network.

Le persone che si rivolgono a “Family Romance” lo fanno per variegate motivazioni: qualcuno vuole svecchiare la propria immagine da musone, e far vedere ai colleghi com’è divertente, altri vogliono sbalordire mostrando una vita sociale stupefacente.

I clienti hanno un catalogo ove scegliere il tipo di amici, in base a parametri quali età, sesso, o caratteristiche fisiche particolari. Il costo del servizio non risulta particolarmente economico: vi è una quota fissa, di 8.000 yen (circa 70 euro) per amico ogni due ore, le spese sostenute per il viaggio, vitto, alloggio dell’amico/modello.  I finti amici possono interpretare anche il fidanzato/a.

Viene da pensare come sia possibile che l’inganno, specie sugli amici reali, funzioni: visti i risultati positivi, probabilmente, i contatti sui social dei clienti sono tutti, tristemente, fasulli, una vetrina vuota dove esporre un’immagine contraffatta.

“Family Romance” offre, però, anche servizi concreti: consente il noleggio di ospiti per feste o matrimoni, per fare di ogni festa un evento, di genitori, mogli, mariti, e addirittura figli, da portare in occasioni in cui si dovrebbe presentare la propria famiglia, ma non si desidera coinvolgere quella reale. Ricorda il film “Una famiglia perfetta”.

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Cosa ne pensa l’autore

Chiara Lanzini - L'infinita solitudine di una società devota alla produzione, uomini e donne privi di contatti sociali, immobili dinnanzi ad uno schermo per pubblicizzare una vita che non gli appartiene. Noleggiano una realtà che, probabilmente, neppure anelano: mostrano qualcosa che, per non sfigurare in società, occorre possedere. Amici, figli, mariti e mogli, contraffatti da esporre in un mondo inconsistente.

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