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Il matematico italiano che regalò a Google il segreto del suo impero

Il matematico italiano Massimo Marchiori - che 20 anni fa presentò l'algoritmo dal quale è nato Google - è sconosciuto ai più ma, sicuramente, merita un posto nella memoria per la sua idea rivoluzionaria.

Internet e Social
Pubblicato il 12 giugno 2017, alle ore 17:55

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Il matematico italiano che regalò a Google il segreto del suo impero
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Nel mondo della scienza e della tecnologia, capita spesso che menti geniali che hanno dato un importante apporto al progresso dell’umanità vengano relegate all’anonimato, senza aver goduto di alcun riconoscimento, nessuna medaglia o premio. Massimo Marchiori è uno di loro. Molto probabilmente, il suo nome sarà sconosciuto ai più, eppure è possibile che alcuni di quelli che stanno leggendo questo articolo siano arrivati a questa pagina proprio grazie a lui.

Ebbene sì, perché Marchiori è il matematico che ha ideato il famoso algoritmo di Google, il segreto che ha fatto sì che la compagnia diventasse una delle aziende più potenti del mondo: un algoritmo di ricerca diventato il motore di posizionamento più efficace di tutta la rete Internet.

Nel 1997, quando era ancora uno studente, Marchiori partecipò ad una conferenza internazionale a Santa Clara, California, e, dopo aver presentato la sua idea, la spiegò nel dettaglio ad un certo Larry Page e al suo collega Sergey Brin, i quali – di ritorno a Stanford – ottennero un finanziamento con il quale svilupparono l’idea di Marchiori. E un anno dopo, nacque Google.

In un’epoca in cui tutti i giovani che si affacciano al mondo della tecnologia sognano di diventare dei guru di Internet, Marchiori ha scelto di non stare sotto le luci della ribalta, e di continuare a dedicarsi alla ricerca. E, ancora oggi, non si pente della sua scelta: “Guadagnare soldi per conto di una determinata azienda e accrescere il mio conto bancario non è ciò che voglio fare nella vita”, ha dichiarato il padre dell’HyperSearch in una recente intervista.

Marchiori insegna all’Università di Padova, e sostiene che il suo obiettivo è sempre stato quello di migliorare la vita delle persone. Assicura di non provare invidia nei confronti dei fondatori di Google, anche perché ciò di cui lui ha bisogno è solo “un posto dove dormire e tempo per pensare”. Tempo che gli permette di osservare i progressi di Internet, con Google in pole position e, che lo port ad affermare, con la distanza analitica tipica dei veri scienziati, che è arrivato il momento di cambiare il modo con cui relazionarsi alla rete: “fino ad ora, i motori di ricerca sono come l’oracolo di Delfi: digiti la parola chiave, e aspetti il risultato”.

Infatti, il matematico sta ora lavorando ad un tipo di motore di ricerca più dialogante, che abbia anche una dimensione sociale, e nel quale l’intelligenza artificiale che c’è dietro ci permetta di relazionarci con Internet in maniera più naturale. Il suo obiettivo è, in definitiva, fare della tecnologica uno spazio più umano.

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Cosa ne pensa l’autore

Rita Piras - Siamo circondati da oggetti che rendono le nostre vite più semplici, oggetti nati dall'idea di donne e uomini dei quali non conosciamo neppure il nome. Tutti o molti sanno che Thomas Edison viene ricordato per l'invenzione della lampadina (anche se in realtà non fu lui il primo ad inventarla) e che Guglielmo Marconi è il padre della comunicazione senza fili, ma in quanti sanno chi ha inventato il famosissimo Mocio che ha alleggerito la vita di milioni di casalinghe alle prese con la pulizia dei pavimenti?

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Commenti
Fabrizio Ferrara

12 giugno 2017 - 18:06:33

Sino ad ora, il suo nuovo motore di ricerca (Volunia) non è che abbia avuto molta fortuna eh...

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