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Garante della Privacy, nuove regole per tutelare dallo spam

L’autorità ha emanato un quadro di misure per avviare campagne pubblicitarie online senza tempestare gli utenti di spam. Particolare attenzione sulle nuove frontiere dello spamming, come il social spam, diffuso sui social network

Internet e Social
Pubblicato il 29 luglio 2013, alle ore 15:58

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Garante della Privacy, nuove regole per tutelare dallo spam
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Interessi da seguire

Il Garante della Privacy ha varato le nuove “linee guida in materia di attività promozionale e contrasto allo spam”, finalizzate a porre un freno al marketing selvaggio e favorire pratiche commerciali “amiche” nei confronti di utenti e consumatori.

Inoltre sono in via d’introduzione anche misure semplificate per le promozioni delle imprese che rispettano le regole.

Ma vediamo nel dettaglio quali saranno le novità introdotte con questo provvedimento.

Prima di tutto, l’invio di offerte commerciali, dovrà ottenere il consenso anticipato delle persone che riceveranno queste pubblicità. Quindi, per inviare comunicazioni promozionali e materiale pubblicitario tramite sistemi automatizzati è necessario aver prima acquisito il consenso dei destinatari. Tale consenso deve essere specifico, libero, informato e documentato per iscritto. L’obiettivo del Garante della Privacy è quello di proteggere gli utenti dalle pubblicità continue che in molti casi si rivelano fastidiose, mettendo al centro le esigenze dei consumatori e la loro privacy.

E’ necessario lo specifico consenso del destinatario per inviare messaggi promozionali agli utenti di Facebook, Twitter e altri social network (ad esempio pubblicandoli sulla loro bacheca virtuale) o di altri servizi di messaggistica e Voip sempre più diffusi come Skype, WhatsApp, Viber, Messenger, ecc. Il fatto che i dati siano accessibili in Rete non significa che possano essere liberamente usati per inviare comunicazioni promozionali automatizzate o per altre attività di marketing ”virale” o ”mirato”. Non e’ necessario, invece, il consenso per inviare e-mail o sms con offerte promozionali ad amici a titolo personale, il cosiddetto ”passaparola”.

Per quanto riguarda invece le semplificazioni per le aziende in regola, saranno permesse le email promozionali ai propri clienti, come anche l’invio di messaggi promozionali, tramite e-mail, ai propri clienti su beni o servizi analoghi a quelli già acquistati. Un’impresa o società inoltre potrà inviare offerte commerciali ai propri “follower” sui social network quando dalla loro iscrizione alla pagina aziendale si evinca chiaramente l’interesse o il consenso a ricevere messaggi pubblicitari riguardanti il marchio, il prodotto o il servizio offerto. Basterà poi un unico consenso per tutte le attività di marketing, quindi il consenso prestato per l’invio di comunicazioni commerciali tramite modalità automatizzate. Ed inoltre le aziende che intendono raccogliere i dati personali degli utenti per comunicarli o cederli ad altri soggetti a fini promozionali, possono acquisire un unico consenso valido per tutti i soggetti terzi indicati nell’apposita informativa fornita all’interessato.

Insomma, un insieme di misure destinato ad arginare le pratiche di spamming che colpiscono ogni giorno milioni di persone collegate alla rete.

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