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Facebook: arrivano le partite della Champions, e Workplace per le aziende

Da Settembre, Facebook trasmetterà contenuti televisivi originali e, oltre a questi, anche le partite della Champions League. Nel frattempo, esce dalla beta e sbarca anche in Italia "Workplace", lo spin-off del social dedicato ai lavori dei team professionali.

Internet e Social
Pubblicato il 29 giugno 2017, alle ore 10:10

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Facebook: arrivano le partite della Champions, e Workplace per le aziende
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Secondo fonti provenienti da oltreoceano, procede a vele spiegate il progetto di Facebook di diventare una Media Company, tanto che – da Settembre – partirà la trasmissione, in streaming delle partite della Champions League. Nel frattempo, anche in Europa ed in Italia, sbarca Workplace, lo spin-off per aziende del noto social.

Qualche giorno fa, avevamo accennato al fatto che Facebook avesse investito cifre significative nella produzione di quiz show e serie tv (es. Strangers) originali: ora, abbiamo le tempistiche, visto che la programmazione online di Menlo Park partirà da Settembre. Non senza, però, tanto sport: a tal proposito, oltre alla partita di baseball del venerdì, ed alle sfide della massima serie messicana, e della Major League Soccer canadese e statunitense, arriverà anche un programma settimanale dedicato al calcio e, appunto, la Champions League. Nella fattispecie, grazie ad un accordo con Fox Sports, verranno trasmesse 12 partite della Coppa dei Campioni, di cui 2 per ogni giornata della fase a gironi, le 4 dei quarti di finale, e 4 match degli ottavi. 

Purtroppo, Facebook – che con questi sistemi spera di ingolosire i locali investitori pubblicitari – limiterà la visione di questi contenuti al pubblico USA, tramite tecnologie di geolocalizzazione: niente Champions gratis per gli italiani che, per il 2018, dovranno affidarsi ancora a Mediaset Premiu, salvo – poi – passare a Sky, per il triennio successivo (sino al 2021). Per fortuna, in Europa ed in Italia, giunge Workplace, lo spin-off del social dedicato al lavoro dei gruppi professionali.

Nato verso la fine del 2015, col nome di “Facebook at Work“, l’attuale Workplacedopo 2 anni di test – è stato messo a disposizione di tutti gli utenti, sia da PC, che da piattaforma mobile, grazie ad app per iOS e Android: le aziende, come l’italiana Granarolo (che ha già provveduto), potranno iscriversi, caricare procedure e notizie istituzionali, consentire lo scambio di file e documenti tramite lo storage dedicato, mentre i dipendenti potranno relazionarsi con Messenger, effettuare video-audio chiamate, e partecipare alle conferenze di gruppo remoto, pur appartenendo a sedi differenti.

Si partirà con un profilo gratuito per le piccole aziende, mentre quelle grandi e strutturate pagheranno per quel che useranno: nello specifico, ogni utente attivo costerà 3 dollari al mese sino a 1000 utenti, mentre si scenderà a 2 dollari per utente attivo qualora il massimo degli account registrati salga a 10.000, e a 1 dollaro per le aziende ancor più grandi.

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Cosa ne pensa l’autore

Fabrizio Ferrara - Davvero un peccato che non sia possibile fruire dei contenuti di Facebook anche in Italia, ove - ovviamente, e com'è giusto che sia - andranno rispettati gli accordi di licenza già presi: tuttavia, i sistemi per aggirare le restrizioni della geo-localizzazione esistono dalla notte dei tempi. Come farà Zuckerberg a neutralizzarli? Passando a Workplace, l'idea è geniale e, se prenderà piede, porterà a Menlo Park clienti ancor più redditizi e, quindi, introiti maggiori.

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