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I Simpson compiono 30 anni: svelate alcune curiosità sulla serie

Era il 19 aprile del 1987 quando Matt Groening diede vita alla famiglia Simpson; in Italia abbiamo dovuto aspettare il 1991 per poter apprezzare le gag dei protagonisti diventate leggenda.

Televisione
Pubblicato il 20 aprile 2017, alle ore 11:11

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I Simpson compiono 30 anni: svelate alcune curiosità sulla serie
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Una comicità a tratti spietata, assurda, irriverente ma totalmente umana. La forza di questa fortunata serie è da ricercarsi proprio nella sua incredibile naturalità capace di trasformare situazioni quotidiane in gag diventate leggendarie.

Tutti i protagonisti del cartone sono diventati personaggi cult, i tratti caratteriali di ognuno sono stati portati all’estremo creando situazioni paradossali, ma estremamente divertenti.

Tutt’oggi la serie arriva a ottenere un pubblico giornaliero di 1.200.000 spettatori totali con il 21.40% di share. Un traguardo mai raggiunto prima da un cartone animato.

Ecco i numeri che hanno totalizzato negli anni: 616 episodi, 32 Emmy Awards (gli Oscar della tv Usa), una nomination per i Golden Globe, 8 People’s Choice Awards, una stella sulla Hollywood Walk of Fame e il titolo di “Miglior show del 20esimo secolo” per il magazine Time. Sempre il Time, ha definito Bart Simpson la 46° persona più influente del XX secolo. Bart e Lisa si sono classificati all’11° posto tra “I 50 migliori personaggi animati di tutti i tempi” di TV Guide.

Non tutti sanno che il creatore della serie Matt Groening ha battezzato i Simpson con i nomi della sua famiglia: quindi troviamo i genitori Homer e Marge e le sorelle Lisa e Maggie. Per quanto riguarda Bart, avrebbe dovuto chiamarsi Matt, ma alla fine è stato scelto il nome Bart in quanto anagramma di “brat” che tradotto significa “monello”. Ma un modo per assicurasi la presenza del suo nome all’interno della serie, Matt Groening l’ha trovata ugualmente: ha inserito le iniziali del proprio nome, disegnandole nell’orecchio di Homer.

Inoltre sono riuscita anche a prevedere il futuro: dall’elezione del Presidente Trump alla performance di Lady Gaga al Superbowl, dall’invenzione dello smartwatch a quella del correttore automatico. Si sono avvicendate nei vari episodi più di 100 guest-star tra le quali: Meryl Streep, Elton John, Richard Gere a Britney Spears, Paul e Linda McCartney.

Leggendarie sono rimaste le telefonate -scherzi spietati- di Bart al Bar di Boe, oppure le infinite e improbabili frasi che all’inizio della sigla era costretto a scrivere come punizione sulla lavagna, salvato poi dal suono della campanella.

Anno dopo anno la città di Springfield si è popolata di svariati personaggi: Ned Flanders, Boe, Otto Disc, il Preside Skinner, il Signor Burns, Waylon Smithers, il Commissario Winchester.

Tutti quanti con un solo scopo comune: quello di ribaltare le leggi fino a quel momento accettate da tutti e rivisitare temi anche molto delicati senza filtri e dando libero sfogo alle proprie sensazioni. Nei vari episodi si è parlato di temi molto attuali, dalle religioni integraliste, alla corruzione dei potenti, dallo sfruttamento sul posto di lavoro, al femminismo.

E per finire ecco “l’Homer pensiero”: “Non posso vivere una vita convenzionale… Io voglio tutto: le discese ardite e le salite stordite. Certo potrei offendere qualche naso dal sangue blu con il mio incedere vanitoso… io non sarò mai il prediletto di chi schiocca la lingua, si alliscia la barba e parla di ciò che deve essere fatto di questo Homer Simpson…“. Ovvero: ognuno di noi deve riuscire ad essere quello che più gli aggrada, o soltanto quello che è riuscito a diventare.

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Cosa ne pensa l’autore

Cristina Giuli - Una serie che mi ha appassionata fin dalla prima puntata. La loro ironia e il modo paradossale di affrontare certe situazioni mi hanno subito coinvolta. E pensare che dopo tutti questi anni abbiano ancora così tanto successo significa che davvero il loro creatore, Matt Groening, ha saputo centrare perfettamente il bersaglio.

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Commenti
Giuseppe Chimenti

21 aprile 2017 - 01:40:47

E' la mia serie preferita... Guarderei le loro disavventure a ripetizione... non che a volte io non lo faccia ;)

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