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Attenzione: ecco le applicazioni che possono spiare le conversazioni su WhatsApp

Secondo un allarme lanciato dalle agenzie stampa, e rilanciato da diverse riviste del settore hi-tech, sembra che WhatsApp sia tutt'altro che a prova di spione, essendo intercettabile da diverse applicazioni - legali - per il controllo parentale.

Software e App
Pubblicato il 2 ottobre 2017, alle ore 12:16

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Attenzione: ecco le applicazioni che possono spiare le conversazioni su WhatsApp
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Sin dall’introduzione della crittografia end-to-end, WhatsApp si è fatta spesso vanto di essere un’applicazione estremamente sicura, a prova di intercettazioni, e di backdoor governative: eppure, proprio in queste ore, è emersa la notizia secondo cui il celebre messenger in verde, di proprietà di Facebook, sarebbe ben spiabile, e grazie ad applicazioni del tutto legali.

A diffondere l’allarme, nelle prime ore del 2 Ottobre, è stata l’agenzia stampa AdnKronos, che ha riportato un elenco delle applicazioni “incriminate”. Una delle più temibili, dell’elenco fornito, è “WhatsAgent”: in barba alla possibilità diWhatsApp di celare l’ultimo accesso effettuato, e di rimuovere la spunta di avvenuta lettura, tale app permette di indicare 2 numeri da “seguire”, e – da quel momento – sarà possibile ricevere notifiche quando l’utente si connette, quando si disconnette, oltre che essere informati dei minuti di ogni sessione online, o nel corso dell’intera giornata. 

Simile (anche nel nome) è “WhatsAppAgent”, gratuita, che – dopo una settimana – richiede la sottoscrizione di un abbonamento (10 dollari al mese, o 6 a settimana) per sboccare funzionalità idonee a verificare i propri sospetti su eventuali tradimenti: nello specifico, è possibile indicare un secondo numero, e verificare se due persone stiano chattando attraverso il confronto dei rispettivi orari di accesso. 

Esclusivamente focalizzato su WhatsApp è anche “Flexispy”, che intercetta le chat, mostrandone gli estremi, ovvero l’ora/data, il nome della persona con cui si parla e la sua foto profilo, oltre a permettere di consultarne il contenuto scritto, o multimediale condiviso (foto, video, audio messaggi).

“Mspy”, invece, è ancora più avanzato, e permette di spiare diversi elementi dello smartphone, compresa la posizione, la lista dei contatti, la cronologia delle chiamate, e – ovviamente – ciò che si scrive nelle principali app di comunicazione, WhatsApp compresa. Il tutto avviene tramite un keylogger, ed il dettagliamento delle informazioni scovate è consultabile via dashboard da un pannello accessibile tramite qualsiasi browser web: su iOS non richiede il jailbreak per funzionare. Quasi come “Spyrix”, che – in più – aggiunge anche il monitoraggio delle attività sui social network e, se ancora non bastasse, è in grado di “attenzionare” Skype.

Va precisato, in ogni caso, che è impossibile chiedere a Google od Apple la rimozione di cotali app dai loro rispettivi store, dacché – come anticipato – si tratta di software legali, usati per il controllo parentale, o dei dipendenti in ufficio: di illegale, com’è facile intuire, vi può essere solo un eventuale uso che esuli da quelli autorizzati. Per tale motivo, è raccomandabile non connettersi a reti Wi-Fi libere (o, almeno farlo sotto una buona VPN, come ProtonVPN), e non lasciare mai lo smartphone incustodito, dacché basterebbero pochi istanti a un malintenzionato per occultare nel device carpito una di queste app di “monitoraggio”. 

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Cosa ne pensa l’autore

Fabrizio Ferrara - Giusto stamane, mia sorella mi ha allertato - tutta allarmata - sulla questione, e mi chiedeva se vi fosse un'alternativa più sicura a WhatsApp: mi verrebbe di rispondere "Telegram", ma non posso. Diverse delle app indicate in sede di articolo sono in grado di fregare anche l'alter ego russo di WhatsApp, essendo basate sul meccanismo dei keylogger.

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