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Android O: ecco 3 probabili funzioni in arrivo dal prossimo Google I/O

Di recente, la rivista online VentureBeat ha rivelato alcune indiscrezioni in merito ad alcune nuove funzionalità del prossimo Android O, che dovrebbe essere annunciato al Google I/O di Maggio, ed essere il sistema operativo mobile più smart di sempre.

Software e App
Pubblicato il 9 marzo 2017, alle ore 12:12

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Android O: ecco 3 probabili funzioni in arrivo dal prossimo Google I/O
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Esattamente un anno fa, era il 9 Marzo del 2016, veniva diffusa la developer preview di Android Nougat 7.0, l’attuale versione del robottino verde di Google, ancora poco diffusa (sotto il 3%) sugli smartphone in circolazione. A quanto pare, recenti indiscrezioni ipotizzano che il successivo Android O arriverà ben più tardi, con specifiche all’insegna della smartizzazione, e dell’automazione delle routine.

VentureBeat, portale online sempre ben informato in ambito tech, ha svelato – nelle scorse ore – alcune indiscrezioni provenienti da una fonte connessa allo sviluppo del prossimo Android. Quest’ultimo, noto come Android O, ed ipotizzato come Android Oreo, in onore dell’omonimo biscotto, dovrebbe essere improntato alla praticità, riducendo il numero di passaggi necessari per assolvere ad un dato compito.

Tra le varie feature ipotizzate, in Android Oreo, potrebbe fare la sua comparsa una sorta di “Copy Less”, concepita appositamente per ridurre le mai pratiche operazioni di copia-incolla su Android, grazie all’intelligenza artificiale: quest’ultima, nella fattispecie, terrebbe conto di una ricerca fatta in merito ad un ristorante (es. su Yelp, TripAdvisor, o TheFork) e, qualora in una chat dovessimo digitare la stringa “il ristorante si trova in”, procederebbe a completare la frase suggerendo proprio il locale poc’anzi cercato, seppur all’interno di un’altra app. Al momento, però, non è chiaro se l’integrazione di cotal feature avverrà a livello di sistema, o se occorrerà avvalersi della tastiera di Google (Gboard).

Un’altra novità che potrebbe fare la sua comparsa in Android O è relativa alle scorciatoie che, da alcune stringhe di testo, potrebbero portare a particolari applicazioni: è qualcosa di già visto in iOS ove, sia nelle app di messaggistica, che in quelle di maillistica, la digitazione di un indirizzo apre automaticamente un link nel browser. Ecco, in Android, proseguendo sulla medesima linea, digitando un indirizzo si dovrebbe aprire GMaps, una data porterebbe a Calendar, un url a Chrome, ed un numero di telefono al dialer di sistema (o a chi per esso). Anche in questo caso, tuttavia, non è dato sapere se questa peculiarità apparterrà solo a “Messaggi Android” (ex Messsenger), in ottica modulare, o se sarà di serie nel sistema operativo stesso.

Un’ultima feature ipotizzata, per Android O, dalla fonte citata da VentureBeat, è relativa all’applicazione di alcune gesture come espediente per lanciare funzioni di sistema, o applicazioni dedicate. L’idea, che ricorda da vicino le Google Gesture Search, dovrebbe funzionare più o meno come le “Huawei Knuckle” (così chiamate perché basate sullo swipe delle nocche): attive su tutte le schermate, le smart gesture di Android O dovrebbero permettere, ad esempio, di lanciare la rubrica dei contatti semplicemente strisciando una C sul touch display del device. 

Ovviamente, Google non ha rilasciato alcun commento a margine delle spifferate di cui sopra, ed è logico attendersi che notizie ufficiali in merito giungeranno solo tra il 17 e il 19 maggio 2017 quando, in occasione del prossimo Google I/O, la società di Mountain View annuncerà le prossime novitàsoftware e hardware (i Pixel 2) – destinate a fare la loro comparsa a partire dal prossimo autunno

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Cosa ne pensa l’autore

Fabrizio Ferrara - Speriamo che non succeda come con Nougat, il cui rilascio - su molti smartphone - è stato così tardivo da innescare delle vere e proprie crisi di astinenza: ricordo, per l'occasione, diversi gruppi Facebook nei quali non si faceva che chiedere quando sarebbe arrivato Nougat, su questo o quel modello di telefono. In questo caso, l'auspicio è che Google si sia preso un paio di mesi in più - rispetto a quanto avvenuto nel 216 - per fare meglio le cose, e distribuire un sistema già ben stabile, oltre che ricco di tante funzionalità.

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