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Scoperte molecole per ridurre l’invecchiamento cellulare

I ricercatori dell'Ifom di Milano hanno scoperto le molecole che possono bloccare l'invecchiamento cellulare provocato da sequenze ben precise di Dna. La ricerca è stata pubblicata su Nature Communications.

Salute
Pubblicato il 28 febbraio 2017, alle ore 11:48

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Scoperte molecole per ridurre l’invecchiamento cellulare
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La ricerca che ha portato all’individuazione di una classe di molecole ben precise capace di bloccare i segnali d’invecchiamento cellulare provocato dal deterioramento dei telomeri, sequenze di Dna che si trovano all’estremità dei cromosomi con il compito di mantenere integro il Dna contenuto negli stessi cromosomi, è stata portata avanti da un team dell’Ifom di Milano.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Nature Communications. Con questi dati alla mano ora si può pensare d’intervenire sull’invecchiamento delle cellule almeno per alcune ‘patologie telomeriche‘ come la cirrosi epatica, la fibrosi polmonare, il diabete, la cataratta, l’osteoporosi e l’artrite o in malattie più rare come la progeria che porta ad un invecchiamento precoce.

Fabrizio d’Adda di Fagagna, ricercatore dell’Istituto di genetica molecolare del Cnr (Igm-Cnr) di Pavia, è il capofila del programma Ifom ‘Risposta al danno al Dna e senescenza cellulare’. D’Adda è partito nella ricerca da uno studio precedente che descriveva una classe di Rna non codificanti e inedita: i Ddrna (Dna Damage Response Rna), guardiani del Dna. Sono proprio questi ad intervenire ogni volta che si verifica un danno facendo scattare l’allarme che tutela l’integrità del genoma.

Nella ricerca hanno collaborato: European Research Council Advanced Grant, della Fondazione italiana per la ricerca sul cancro, Marie Curie Initial Training Network, Sipod e Human Frontier Science Program. I ricercatori hanno potuto cogliere come avviene la segnalazione che all’interno della cellula c’è la presenza di telomeri danneggiati, aprendo la strada allo sviluppo di soluzioni per impedirla.

D’Adda di Fagagna ha spiegato: “Abbiamo osservato che i telomeri, quando sono corti o danneggiati, possono indurre essi stessi la formazione di Ddrna e quindi l’attivazione dell’allarme e la conseguente senescenza della cellula”.
I ricercatori hanno prodotto una nuova batteria di molecole chiamate antisenso, Francesca Rossiello, ricercatrice del team Ifom che ha partecipato alla pubblicazione dello studio le spiega così: “Si tratta di oligonucleotidi che agiscono specificamente sui telomeri inibendo la funzione dei Ddrna telomerici impedendo perciò l’attivazione degli allarmi molecolari che condurrebbero inevitabilmente la cellula alla senescenza”.

Questa nuova molecola, costituita tramite la tecnologia il Target Enrichment, è stata sviluppata dal team di Ifom che ha collaborato con il Center for Life Science Technologies con a capo Piero Carninci nel Riken Institute a Yokohama in Giappone.

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Marilena Carraro - Capita che un giorno ti guardi allo specchio e vedi che non sei più "giovane". E allora c'è chi ricorre a creme, chi a cure più costose come la ritidectomia (lift facciale). Ma la realtà resta, nascosta ma resta. Questo studio mi pare un po' diverso, lontano dalle solite preoccupazioni di apparire più giovani, più vicino alla salute reale delle cellule che, come si dice da noi: "Dopo la cinquantina, ce n'è una ogni mattina". Speriamo che lo studio possa proseguire per il bene di tutti.

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