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Ogni anno l’inquinamento uccide quasi 2 milioni di bambini

L’allarme è stato lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Più del 25% delle morti fra i bambini al di sotto dei 5 anni di età è attribuibile alle condizioni insalubri dell’ambiente.

Salute
Pubblicato il 14 marzo 2017, alle ore 18:26

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Ogni anno l’inquinamento uccide quasi 2 milioni di bambini
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L’inquinamento uccide, e sembra accanirsi in particolar modo sui bambini. A fotografare una situazione non certo idilliaca è l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Stando ai dati forniti dall’Agenzia con sede a Ginevra, ogni anno una lunga serie di rischi ambientali cagiona la morte di almeno 1,7 milioni di bambini.

Al fine di fornire un panorama esaustivo del fenomeno, l’OMS ha voluto redigere due report. Nel primo dossier è stato esposto il rapporto tra salute infantile e l’ambiente. Dalla sua lettura emerge come le più comuni cause di morte tra i bambini di età inferiore ai 5 anni siano la diarrea, la malaria e la polmonite. Per contrastarle sarebbe sufficiente aumentare le possibilità di accesso sia all’acqua che ai combustibili di cottura puliti.

Per Margaret Chan, direttore generale dell’OMS, i bambini risultano più colpiti dall’ambiente inquinato in quanto “i loro organi e sistema immunitario in via di sviluppo e le vie respiratorie, e in generale il corpo, più piccoli, li rendono particolarmente vulnerabili all’aria e all’acqua sporche”.

Per i neonati e i bambini in età prescolare, l’esposizione all’aria inquinata e al fumo passivo incrementano esponenzialmente i richio di polmonite sia nell’infanzia che durante tutta la vita. Senza dimenticare la maggior predisposizione a malattie cardiache, ictus, asma e cancro. Ma fumo passivo, smog, acqua non potabile, carenza di servizi igienico-sanitari, sono delle condizioni che minano la vita dei più piccoli già nel grembo materno, quindi ancor prima della loro nascita.

Il secondo documento altro non è che un allegato di accompagnamento al primo. In esso si espongono con precisione i numeri di un fenomeno sempre più incontrollabile. L’OMS ha qui voluto indicare quale siano le prime 5 cause che comportano la morte tra i bambini al di sotto dei 5 anni di età. La prima in assoluto risulta la polmonite; ogni anno sono 570.000 i bambini che muoiono per le conseguenze di questa malattia che compromette il sistema respiratorio.

Al secondo posto troviamo 361.000 morti causati dalla diarrea, patologia che dilaga in ambienti malsani caratterizzati dallo scarsa attenzione all’igiene, oltre che ad un limitato accesso alle risorse idriche. Il dossier continua ricordando le 270.000 morti riscontrate durante il primo mese di vita, e attribuibili all’acqua contaminata, allo smog o a inadeguate condizioni igienico-sanitarie. Altri 200.000 bambini muoiono per la malaria, e altrettanti per avvelenamenti, annegamenti e cadute. Da qui si conclude ricordando come tra i bambini di età inferiore ai 5 anni, più di una morte su quattro è attualmente attribuibile all’ambiente insalubre.

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Antonio Sorice - Il quadro segnalato dall’OMS dimostra come ancora oggi molti bambini muoiano a seguito della mancanza delle elementari condizioni igienico-sanitarie, o perché non dispongono di un adeguato accesso alle risorse idriche. Ma non c’è solo questo. Inquinamento, smog, utilizzo di sostanze tossiche e pesticidi fanno sempre più parte della modo di vivere dei paesi in via di sviluppo. Qui i più deboli non possono che essere i più piccoli, e come è logico aspettarsi, sono proprio loro a pagarne pesantemente le conseguenze. Sarebbe quindi opportuna una maggior sensibilizzazione anche da parte delle autorità, ma in alcuni paesi questi temi sembrano essere l’ultima preoccupazione di chi tiene in mano le redini del potere.

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