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Lorenzin-Lotti: obbligo di defibrillatori negli impianti sportivi

La firma congiunta tra i due Ministeri - Salute e Sport - è stata annunciata ieri su Twitter dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e convalidata su Facebook dal Ministro dello Sport, Luca Lotti.

Salute
Pubblicato il 27 giugno 2017, alle ore 14:44

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Lorenzin-Lotti: obbligo di defibrillatori negli impianti sportivi
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L’annuncio sull’obbligo dei defibrillatori è stato tweettato da Beatrice Lorenzin, ministro della Salute ieri pomeriggio: “Da luglio obbligo defibrillatori in impianti sportivi, anche dilettantistici“. Il decreto, in accordo con il ministero dello Sport, di cui Luca Lotti è rappresentante, è stato dunque firmato. Anche Luca Lotti, attraverso la pagina personale di Facebook, ha voluto commentare il decreto congiunto tra ministero della Salute e ministero per lo Sport: “Mantenere un impegno, soprattutto nell’ambito delle Istituzioni non è solo una questione di principio. È una questione di sostanza. Oggi teniamo fede alla nostra parola“.

Da luglio, con questo decreto, per tutte le società e le associazioni dilettantistiche entra in vigore l’obbligo di dotarsi di un defibrillatore all’interno del proprio impianto sportivo o del luogo in cui si svolgono le attività – spiega Lotti. E continua dicendo che rendendo obbligatorio questo strumento si vuole dare sicurezza agli atleti e tutelarli nei momenti di agonismo e di esercizio fisico che viene praticato ogni giorno. Nel post riconosce la varietà e la ricchezza dello sport anche non professionistico nel nostro Paese.

Il defibrillatore è un dispositivo capace di effettuare la defibrillazione delle pareti muscolari del cuore nel momento in cui una persona si trovasse in arresto cardiaco. Lo strumento, costruito in modo sicuro, è dotato di sensori che sanno riconoscere se l’arresto cardiaco è dovuto ad aritmie, a fibrillazione ventricolare oppure a tachicardia ventricolare. L’utilizzo è semplice e semiautomatico.

Troppo spesso – afferma il ministro Lotti – si sente parlare di tragedie che potevano essere evitate grazie alla presenza di questo strumento tecnologico in grado di salvare la vita. Sono molti gli atleti che per svariati motivi si possono trovare in emergenza anche mentre praticano l’abituale sport.

Luca Lotti conclude dicendo: “Tornano alla mente tante storie di giovani sportivi scomparsi che avrebbero potuto essere messi in salvo grazie a un defibrillatore. Ci siamo detti che avremmo dovuto fare di tutto perché non accadesse di nuovo. Abbiamo mantenuto quella promessa“.

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Marilena Carraro - Questo decreto è molto utile e importante. Spesso gli atleti credono sin troppo nel loro corpo e non si sanno misurare nelle loro esercitazioni. Mi sarebbe piaciuto ancora di più che il defibrillatore fosse una presenza "normale" come il pallone per il calciatore o l'acqua per qualsiasi atleta, anziché una presenza d'obbligo.

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