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Milano

In Italia i sieropositivi aumentano: in media 10 casi di HIV al giorno

Le malattie sessualmente trasmissibili sono in aumento nel nostro Paese; per quanto riguarda l'HIV, si stimano 3.500 casi ogni anno. La recente sottovalutazione del fenomeno ha fatto aumentare la disinformazione riguardo il virus e le forme di contagio.

Salute
Pubblicato il 21 giugno 2017, alle ore 11:28

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In Italia i sieropositivi aumentano: in media 10 casi di HIV al giorno
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Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, in occasione dei 30 anni del telefono verde di informazioni dell’Iss, ha reso pubblici dei dati importanti riguardanti il contagio di malattie veneree in Italia. Le statistiche parlano chiaro: nel nostro Paese ci sono 3.500 nuovi casi di HIV ogni anno, in media 10 diagnosi al giorno. Eppure, a differenza delle campagne di prevenzione martellanti degli anni ’80 e ’90, oggigiorno non se ne parla quasi più, come se il problema fosse ormai marginale.

Forse è proprio questa generale sottovalutazione che ha permesso un aumento della disinformazione, e, di conseguenza, dei casi di sieropositività in Italia. I dati che sono stati rivelati dal numero verde di consulenza per l’AIDS hanno fatto emergere che, in 12 telefonate su cento, molti pensano di poter contrarre l’HIV tramite baci, zanzare e uso di bagni pubblici.

Come se ciò non bastasse, risulta che chi effettivamente dichiara di aver avuto un comportamento a rischio, si astiene comunque dal fare il test dell’HIV.

Attualmente, le persone nel nostro Paese che convivono con la sieropositività sono circa 125 mila. Ora, a differenza di quanto avveniva 30 anni fa, la malattia è per lo più gestibile, ma è bene ricordare che non esiste nessuna cura per essa e diventa quindi inevitabilmente un disturbo cronico, che deve essere tenuto sotto controllo costantemente.

Questa preoccupante indagine non parla solo dell’AIDS, ma anche dell’aumento di casi riguardanti altre malattie sessualmente trasmissibili, quali sifilide, gonorrea, condilomi, herpes genitale e altri tipi di infezione.

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Cosa ne pensa l’autore

Linda Bagnati - L'essere sieropositivi è senza dubbio diventato qualcosa con cui si può convivere; grazie a medicinali più evoluti, infatti, non condanna più a morte precoce, come invece avveniva negli anni '70. Tuttavia, ciò implica un'intera vita da malato cronico, senza contare stigma e discriminazioni della società verso tale condizione. A mio avviso, il fattore più preoccupante e "pericoloso" riguardo questo tipo di infezione, è costituito dalle persone inconsapevoli di essere sieropositive, che possono quindi infettare involontariamente chiunque.

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