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PD verso gli eventi del week-end: cronaca di una scissione annunciata

Nonostante gli appelli da più parti ad un dialogo costruttivo, il PD corre deciso verso la scissione, con Matteo Renzi che si appresta ad uscire dimissionario dall'Assemblea di domenica, mentre le sinistre saranno presenti - sabato - a Roma.

Politica
Pubblicato il 16 febbraio 2017, alle ore 22:30

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PD verso gli eventi del week-end: cronaca di una scissione annunciata
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Sono ore frenetiche quelle che, attualmente, si stanno consumando all’interno del Partito Democratico. Se Renzi corre dritto verso l’Assemblea del partito, che si terrà domenica, ove potrà disporre di una maggioranza “bulgara”, le correnti di minoranza non stanno a guardare, e si sono date appuntamento sabato, con diversi eventi in programma: che sia il momento buono per annunciare la scissione di cui tanto si parla?

Nei giorni scorsi, l’ex segretario PD, Pierluigi Bersani ha vagheggiato l’ipotesi di una scissione, nell’eventualità che Renzi non desse al partito il tempo per discutere di programmi, di alleanze, e di leggi elettorali: l’obiettivo della minoranza, di cui fa parte anche Bersani, è quello di rimandare la fase congressuale al prossimo autunno, per avere tempo di organizzarsi, e logorare l’ex premier dall’interno. 

Dal lato opposto, Renzi – ben sapendo la strategia degli avversari interni – vuole accelerare il ricorso al Congresso ed alle Primarie: fissati ogni 4 anni, gli appuntamenti in questione dovrebbero tenersi – dopo il 2013 – tra Settembre e Dicembre, e questo vorrebbe dire portare la legislatura alla normale conclusione, perdendo il potere di condizionare la scelta delle prossime candidature nelle liste bloccate. Per questo motivo, è probabile che Matteo Renzi esca dimissionario dall’Assemblea di sabato: a quel punto toccherebbe al presidente del partito, Orfini (“giovane turco” vicino a Renzi) dettare la tempistica della fase congressuale, che potrebbe iniziare ad Aprile, con una netta accelerazione che troverebbe le sinistre interne impreparate.

Queste ultime, sabato prossimo, saranno presenti a Roma, e non è escluso che facciano annunci importanti. Roberto Speranza (candidato alle primarie), come annunciato in una newsletter, sarà presente “a Roma alle 11 in Piazza S. Maria Liberatrice 8″ per un evento al quale ha invitato anche Michele Emiliano, governatore della Puglia, e sfidante di Renzi, ed Enrico Rossi. Quest’ultimo, governatore in carica della Toscana, nel quartiere Testaccio, ufficializzerà la nascita della corrente “Democratici Socialisti“, a capo della quale dovrebbe lanciare la sua candidatura alle primarie del PD, aperte anche ai semplici simpatizzanti. 

Gli animi si placheranno, grazie al sapiente lavoro dei pontieri, quali il ministro della Giustizia, Orlando, o nel corso del weekend sarà annunciata (da una delle parti) la scissione del PD? Nel frattempo, gli istituti demoscopici sono già al lavoro per tracciare l’impatto elettorale dell’eventuale PD post scissione.

EMG, spesso consultata da Mentana (nelle vesti del direttore generale Fabrizio Masia) per i sondaggi del lunedì, ha ipotizzato che il PD di Renzi dovrebbe mantenere una quota elettorale del 27%, mentre la minoranza – attorno a Bersani – dovrebbe partire dal 3.8%, che potrebbe arrivare al 10%, rosicchiando decimali al M5S, rivolgendosi a Sinistra Italiana (sul punto di nominare portavoce Fratoianni), ed a “Campo Progressista” (da poco lanciato dall’ex sindaco arcobaleno di Milano, Giuliano Pisapia).

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Fabrizio Ferrara - Il PD, che nelle intenzioni di Veltroni doveva essere l'omologo italiano del corrispondente statunitense, alla fine, è risultato essere un'amalgama "mal riuscita" della vecchia "Margherita" di Rutelli, e del tradizionale PDS i cui principali esponenti, riuniti in diverse correnti di minoranza, stanno per abbandonare la casa madre nella quale, sempre più, si sentono ospiti indesiderati. Di sicuro, per i simpatizzanti del PD, sarà un evento traumatico, come sempre avviene quando i membri di una famiglia politica scindono le loro strade.

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