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Onorevoli italiani in pensione dopo soli 4 anni e mezzo

Molti parlamentari aspettano con ansia che arrivi il 15 settembre, perché - in questo modo - scattano i 4 anni e mezzo del vitalizio, ma c’è una proposta di legge pronta a contrastare l'ennesimo, ingiusto, beneficio dei politici italiani.

Politica
Pubblicato il 5 aprile 2017, alle ore 18:23

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Onorevoli italiani in pensione dopo soli 4 anni e mezzo
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I parlamentari italiani ricevono un vitalizio dopo solo 4 anni 6 mesi e un giorno di servizio, a 65 anni e, se si è alla seconda legislatura, si va in pensione a 60 anni: con 9 anni di contributi, si può prendere anche 1500 euro al mese. 

La settimana scorsa è andata in onda un servizio delle “Iene”, che trattava proprio dei vitalizi: è stata intervistata l’onorevole Gabriella Giammanco, secondo la quale la loro situazione è nettamente diversa rispetto ai privilegi dei loro predecessori.

Si perché prima bastava 1 solo giorno di Parlamento per prendere una pensione d’oro: per esempio, il radicale Boneschi – in pensione a 44 anni con 1 giorno in Parlamento – intasca una pensione di 3000 euro al mese.

Un passo in avanti rispetto a prima, quando c’erano pensioni assurde: tuttavia, sono rimasti dei privilegi, se si pensa che un cittadino normale – per andare in pensione – deve avere 42 anni di contributi

Sono stati intervistati altri politici (Nunzia de Girolamo, Renata Polverini, l’ex sindacalista Guglielmo Epifani), per sapere cosa ne pensavano ma, gira e rigira la frittata, alla fine i privilegi ci sono.

In questi anni, ci sono state varie proposte – mai prese in considerazione – per contrastare questi vitalizi. In particolare, c’è la “Proposta Erichetti” del Partito Democratico, che propone la pensione solo con i contributi versati sul sevizio: ovviamente, sono due anni che non è stata ancora calendarizzata, e portata in aula.

La Iena ha intervistato anche gli esponenti pentastellati: Alessandro Di Battista e Luigi di Maio sono disponibili ad appoggiare questa proposta.

Poi, è stato intervistato lo stesso Erichetti, il quale ha spiegato che la proposta – arenatasi in aula da 2 anni perché priva dell’appoggio della maggioranza – potrebbe avere una possibilità grazie ai 5 stelle. Infine, nel servizio, l’onorevole Civati ha proposto di sedersi a un tavolo e mettere d’accordo questi esponenti: le Iene si rendono disponibili a metterci il tavolo. 

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Cosa ne pensa l’autore

Ivan Laurentino - Ci voleva un servizio delle Iene per mettere d'accordo il movimento 5 stelle con il Partito Democratico, per appoggiare una proposta che - se portata avanti - sarebbe un altro stop ai privilegi dei nostri politici, e un gran risparmio per le casse dello Stato. Ora, aspettiamo di vedere come si evolverà questa situazione.

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