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Il Senato conferma la fiducia al Governo Letta

Sì del Senato all’esecutivo con 235 voti a favore e 70 contrari. Berlusconi fa retromarcia e appoggia il premier che comunque aveva i numeri per continuare

Politica
Pubblicato il 2 ottobre 2013, alle ore 16:59

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Il Senato conferma la fiducia al Governo Letta
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Dopo una mattinata travagliata, in cui il gruppo del Pdl al Senato aveva deciso di non votare la fiducia al governo Letta, il Cavaliere fa dietrofront e annuncia il voto di fiducia in Aula da parte del gruppo garantendo la maggioranza al governo.

E il risultato della votazione è il seguente: 235 voti a favore e 70 contrari, quindi il governo Letta va avanti.

Anzi, ne esce rafforzato, visto il caos che si è creato all’interno del Pdl, che si spacca in più tronconi: per il sì, per il no, per l’astensione e per l’assenza dal Senato.

Per la verità, il governo Letta aveva già i numeri per continuare anche prima della mossa a sorpresa del Cavaliere, grazie ai 23 firmatari, provenienti dal Pdl e Gal.

Insomma, un Berlusconi abbandonato dai suoi stessi discepoli, guidati da Angelino Alfano, che non può fare altro che arrendersi all’evidenza e fare dietrofront.

E intanto, mentre il Pd esulta per la sconfitta politica di Berlusconi, all’interno del Pdl c’è chi, come Roberto Formigoni, annuncia la nascita di un gruppo autonomo: “Il gruppo autonomo si farà”, conferma l’ex governatore della Lombardia, e si farà soprattutto alla luce della scelta di Berlusconi di votare la fiducia. “Io ho provato anche stanotte a convincerlo” e dunque si farà non contro di lui, “noi continueremo a difenderlo sempre”. Semmai, si farà “contro chi ci ha dato dei traditori. Segnalo che invece siamo diventati prodi pionieri”. Quei dirigenti – Verdini, Capezzone, Santanché, Ghedini – che ora, dice Maurizio Lupi “dovranno rimangiarsi le parole”. Perché nonostante il sì comune al governo Letta resta un nodo di fondo, il fatto che nel partito “ci sono due classi dirigenti incompatibili” ribadisce Gaetano Quagliariello. E che una delle due, con il sì alla fiducia, ha perso.

A frenare però sulla creazione di un gruppo autonomo è poco dopo lo stesso Lupi. “La nuova maggioranza non c’è, nel senso che” quella attuale è la stessa maggioranza “che ha voluto fortemente questo governo”.

Di certo, per andare avanti con il nuovo gruppo, bisognerà che Angelino Alfano dia la sua esplicita copertura, anche se i ‘pionieri’ la danno per certa nei prossimi giorni. E a quel punto, confidano, “saremo molti di più”.

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