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I sindacati contro la manovra: 4 ore di sciopero

I sindacati Cgil, Cisl e Uil bocciano la manovra e annunciano proteste sui territori da qui a metà novembre. Il premier: ““Bisogna saper dire di no”

Politica
Pubblicato il 21 ottobre 2013, alle ore 16:27

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I sindacati contro la manovra: 4 ore di sciopero
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In attesa che la Legge di Stabilità arrivi in Parlamento, i sindacati Cgil, Cisl e Uil si schierano contro la manovra e indicono quattro ore di sciopero con manifestazioni territoriali da gestire, da mettere in campo da qui a metà novembre.

I tre sindacati hanno anche dichiarato di voler mettere in campo una piattaforma programmatica con proposte per modificare la legge.

La manovra “non è uno strumento utile per l’inversione della politica economica del Paese, da recessiva a stimolatrice della crescita, unico vero obiettivo” da perseguire, ha detto ieri il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, condividendo le preoccupazioni con le altre due parti sociali: “con questa Legge di stabilità abbiamo condannato il Paese ad una stagnazione almeno fino al 2015″.

Mentre alle parole del viceministro dell’Economia Stefano Fassina, il quale questa mattina ha affermato che uno sciopero potrebbe essere un errore e un momento di difficoltà per il governo, ha subito replicato il segretario generale di Cgil Susanna Camusso: “È un errore fare una Legge di Stabilità che non sia nel segno del cambiamento e non metta il lavoro al centro”. Dello stesso parere il leader della Cisl Raffaele Bonanni: lo sciopero è stato indetto contro “il partito della spesa pubblica, il vero gruppo che blocca la possibilità di crescita del Paese”.

Intanto il premier Enrico Letta continua a difendere con forza la Legge di Stabilità: “In questi mesi ho imparato che si blocca tutto quando non si scioglie alla radice il problema dei cosiddetti concerti, quando non si riesce a dire `no´ a un ministero. La prima cosa è quella di stilare le priorità e dire chi comanda. Meno concerti ci sono e più una cosa funziona”. “Bisogna partire sciogliendo una serie di nodi”, ha affermato il premier, “stabilire le gerarchie, chi comanda”.

Infine, il testo completo della legge di stabilità è stato mandato a Bruxelles. La Commissione ha ricevuto “tutte le informazioni di cui aveva bisogno” sulla Legge di Stabilità, e che venerdì mancavano, e “ora può partire l’analisi”: lo ha detto il portavoce del commissario agli affari economici Olli Rehn, precisando che il testo formale è atteso nel pomeriggio.

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