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Datagate, spiata l’ambasciata italiana a Washington

Clamorosa rivelazione del Guardian secondo cui l’NSA spiava l’ambasciata UE a Washington e altre 38 sedi diplomatiche straniere, tra cui quella italiana. L’UE chiede spiegazioni

Politica
Pubblicato il 1 luglio 2013, alle ore 10:14

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Datagate, spiata l’ambasciata italiana a Washington
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Non si ferma lo scandalo Datagate, anzi, rischia di sfociare in uno scontro diplomatico tra Ue ed Usa, dopo le notizie diffuse dal quotidiano britannico The Guardian, secondo cui Stati Uniti avrebbero piazzato sia a Washington che a New York, numerose cimici nelle ambasciate dei Paesi europei e alleati, compresa l’Italia appunto.

L’NSA, l’agenzia statunitense legata alla Cia che ha svolto attività di spionaggio su vasta scala e i cui dettagli operativi sono stati rivelati nelle ultime settimane da Edward Snowden, avrebbe tenuto sotto controllo le sedi diplomatiche con una gamma incredibilmente vasta di tecniche di spionaggio: si va dalle infiltrazioni della rete informatica che permetteva di leggere la posta elettronica e i documenti interni fino alle cimici, appunto. Ogni operazioni ha un nome in codice.

Ad esempio l’ambasciata italiana a Washington viene indicata con un doppio identificativo: “Bruneau” e “Hemlock”, secondo quanto scrive il quotidiano britannico. Nella lista, datata settembre 2010, non compaiono invece Regno Unito, Germania e altri Stati europei occidentali.

Del nostro Paese aveva già scritto, lo Spiegel. La National Security Agency americana attraverso il programma Boundless Informant spiava anche l’Italia, anche se in misura molto minore rispetto alla Germania. ”Un’ulteriore osservazione del patrimonio di dati della Nsa mostra quanto minore sia il flusso di dati da Paesi come la Francia e l’Italia”, scrive il giornale tedesco.

Intanto l’Unione Europea ha immediatamente chiesto spiegazioni agli Stati Uniti sulle informazioni filtrate sulle stampa. La commissaria Ue alla Giustizia Viviane Reding ha detto che fra alleati “non si deve fare spionaggio. Non possiamo negoziare un grande mercato transatlantico se c’è anche il minimo dubbio che i nostri partner fanno attività di spionaggio negli uffici dei nostri negoziatori”.

Dal canto suo l’NSA ha affermato che gli Stati Uniti risponderanno attraverso “canali diplomatici” alle richieste di chiarimento sulle indiscrezioni di spionaggio avanzate dall’Unione Europea, sottolineando che il tema sarà anche discusso “a livello bilaterale” con gli Stati membri dell’Ue, ma non ci saranno commenti pubblici sulla vicenda.

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