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Alitalia, approvato l’aumento di capitale da 300 milioni

Il consiglio di amministrazione di Alitalia ha deliberato la ricapitalizzazione di 300 milioni di euro, ora i soci avranno 30 giorni per sottoscrivere le nuove azioni

Politica
Pubblicato il 15 ottobre 2013, alle ore 17:37

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Alitalia, approvato l’aumento di capitale da 300 milioni
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Si è conclusa nella notte, dopo oltre 17 ore di riunione, l’assemblea dei soci Alitalia, in cui è stato approvato l’aumento di capitale da 300 milioni, necessario per scongiurare il fallimento della compagnia aerea italiana.

I soci avranno ora 30 giorni di tempo, a partire da domani 16 ottobre, per sottoscrivere le azioni di nuova emissione.

Inoltre, in vista del mutamento degli assetti proprietari, i membri del consiglio di amministrazione di Alitalia, presieduto da Roberto Colaninno hanno manifestato l’intenzione di rassegnare le loro irrevocabili dimissioni dalla carica con effetto dalla data dell’assemblea che sarà convocata subito dopo l’esecuzione dell’aumento di capitale.

Dunque è stata approvata l’entrata in Alitalia di Poste Italiane, che garantisce la sottoscrizione di 75 milioni di euro dell’eventuale ulteriore inoptato, mentre altri 100 milioni di euro verranno sottoscritti da Intesa Sanpaolo e Unicredit.

E proprio l’intervento di Poste Italiane, società controllata dal ministero del Tesoro, aveva suscitato ieri le polemiche di British Airways. “Ci aspettiamo che la Commissione europea intervenga per sospendere questo aiuto manifestamente illegale” ha fatto sapere Iag, la holding che controlla British Airways, Iberia e Vueling.

Il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni ha subito replicato sottolineando che non si tratta di “protezionismo”, perché l’obiettivo è “trovare una forma di partnership internazionale” visto che “l’idea di Alitalia che vive da sola, ‘stand alone’, che è la scelta fatta in passato, è completamente cambiata ora”.

Anche il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi è intervenuto nel dibattito, spiegando che “il governo non dà aiuti di Stato” e che l’esecutivo ha soltanto “favorito l’incontro tra privati”.

Della stessa idea anche il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato, il quale ha ribadito: “L’operazione che è stata fatta è puramente industriale: non e’ un aiuto”.

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