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Traffico illecito di cuccioli sempre più in crescita

Cresce drammaticamente il mercato illecito di cuccioli e, conseguentemente, il business che ci sta dietro. Pochi uomini per i tanti controlli da effettuare.

Natura e Animali
Pubblicato il 19 maggio 2017, alle ore 20:50

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Traffico illecito di cuccioli sempre più in crescita
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Sono comprati per sessanta euro, per poi essere rivenduti fino a venti volte in più una volta cambiata la loro nazionalità. Funziona così il traffico illegale dei cuccioli di cane, che coinvolge non solo l’Italia ma anche l’Ungheria, la Repubblica Ceca, Ungheria ed anche Slovacchia e Polonia.

Sono quindi sopratutto i paesi dell’est Europa i maggiori produttori di un traffico criminale e vergognoso, che alimentiamo nel momento in cui acquistiamo un cucciolo di cane o di gatto, la cui provenienza non è accertata. Come sempre in questi casi, a gestire questo business illegale sono gruppi organizzati che portano gli animali a commercianti senza scrupoli, che poi li rivendono ad ignari acquirenti.

Le stime sull’entrata di cuccioli in Italia è drammaticamente in ascesa. Si contano, infatti, circa otto mila cuccioli che arrivano nel nostro Paese ogni settimana, per un controvalore commerciale di circa sei milioni di euro. Paesi come l’Italia, la Spagna ma anche Francia e Belgio sono i paesi di riferimento e di maggiore smercio.

I piccoli cagnolini vengono sottratti precocemente alle cure delle loro madri, per esserre ammassati con altri cani in gabbie spesso inadatte per il trasporto. Per farli apparire in buona salute, gli vengono perfino somministrati dei farmaci, che invece di aiutarli li debilitano sempre di più.

E anche quei cani che sono accompagnati da pedigree e da libretto sanitario, risaltano poi essere tutti documenti falsificati ad arte. Ma a fronte della necessità di maggiori controlli, arriva la notizia che non ci sono sufficienti forze in campo per assicurarli, e così facendo il traffico sarà destinato ad aumentare.

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Cosa ne pensa l’autore

Tiziana Terranova - Mi indigno profondamente davanti all'ammissione del fatto che mancano le forze dell'ordine necessarie per contrastare il crescente fenomeno del traffico illegale di cuccioli di animali, che va ben oltre i cani. E anche la popolazione dovrebbe fare la sua parte: non acquistare se non si è più che certi della provenienza dell'animale e di chi te lo sta vendendo.

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