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Isole Salomone: ricercatori scoprono una nuova specie di ratto gigante

Giunge dalle isole Salomone l'annuncio della scoperta di una nuova specie di ratto gigante. L'animale era già conosciuto dagli abitanti del posto, ma fino ad oggi non era mai stato osservato dai ricercatori che avevano sempre messo in dubbio la sua esistenza.

Natura e Animali
Pubblicato il 4 ottobre 2017, alle ore 22:07

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Isole Salomone: ricercatori scoprono una nuova specie di ratto gigante
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La notizia arriva direttamente da Vangunu, una minuscola isola delle Isole Salomone. I ricercatori hanno annunciato la scoperta di una nuova specie di ratto gigante, quattro volte più grande rispetto al classico ratto di città. Pesante fino ad un chilogrammo, la sua lunghezza dalla punta del naso fino alla coda può raggiungere i 50 centimetri.

A dire il vero gli abitanti di Vangunu erano già a conoscenza dell’esistenza di un simile animale che chiamavano “vika”. La popolazione locale lo descriveva come un animale intento a vivere sulle cime degli alberi delle foreste pluviali. Gli scienziati avevano a lungo dubitato sull’esistenza di un simile animale, arrivando a credere che fosse una delle classiche leggende metropolitane.

Tutte queste premesse non potevano che incuriosire diversi ricercatori. Tra questi troviamo anche Tyrone Lavery, un esperto di mammiferi del Field Museum di Chicago, lo stesso che nel 2010 decise di raggiungere l’isola per scoprire qualcosa in più sul “vika”. Il suo primo passo è stato quello di disseminare le chiome degli alberi dell’isola con telecamere e trappole. L’intenzione era infatti quella di catturare o quantomeno filmare l’animale.

Fino a novembre 2015 tutti i tentativi di avvistare il vika non sono andati a buon fine. Ma la pazienza dei ricercatori è stata finalmente premiata grazie ad un caso del tutto fortuito. Mentre si procedeva all’abbattimento di alcuni alberi, tra le fronde è stato recuperato un animale morto che aveva tutte le sembianze di un topo extra-large. Il corpo è stato poi consegnato a Hikuna Judge, un guardiaparco di una riserva naturale della zona, che lo ha mostrato agli anziani dell’isola. Costoro lo hanno riconosciuto come il tanto famoso ma anche misterioso vika.

Il corpo è stato successivamente inviato in Australia al fine di procedere con ulteriori indagini. Il responso degli scienziati è giunto a distanza di quasi due anni, mentre il contenuto degli accertamenti eseguiti è apparso su un articolo pubblicato sul Journal of Mammalogy. Ora non ci sono più dubbi: siamo di fronte ad una nuova specie che è stata ribattezzata Uromys vika. A quanto risulta il mammifero è molto difficile da avvistare, anche perché si stima che gli esemplari rimasti in vita siano decisamente molto pochi.

Stando al contenuto dell’articolo, la sua coda priva di peli può essere utilizzata per aggrapparsi sui rami degli alberi. La dentatura pronunciata gli permette di rompere le noci di cocco. Le zampe posteriori gli consentono una notevole spinta verticale, mentre gli artigli migliorano la presa. I principali nemici del vika sono i gatti selvatici e l’uomo, che abbattendo gli alberi, di fatto lo privano del suo habitat naturale.

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Cosa ne pensa l’autore

Antonio Sorice - Come spesso accade, ogni leggenda ha sempre un fondo di verità. Il vika non è quindi una vera e propria scoperta, ma più che altro una conferma di un essere di cui fino ad oggi si sapeva ben poco. Di animali sconosciuti probabilmente ce ne saranno ancora molti, fa specie però che a distanza di breve tempo dall'ufficialità della scoperta, il vika risulti di fatto a rischio estinzione. È quindi evidente come l'attività dell'uomo comprometta l'intero ambiente, e con esso tutti gli animali, siano essi conosciuti che sconosciuti

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