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Incredibile, un gatto firmò alcune ricerche di fisica

Il gatto F.D.C. Willard, che abitava negli anni Settanta in un laboratorio di ricerca di fisica, ha firmato due ricerche del laboratorio con l'impronta della propria zampa. Ecco il perché.

Natura e Animali
Pubblicato il 8 luglio 2017, alle ore 12:18

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Incredibile, un gatto firmò alcune ricerche di fisica
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Il mondo dei fisici ricorda con molto rispetto, e al contempo con un po’ di ironia, la figura di F. D. C. Willard, un gatto che negli anni Settanta ha firmato, insieme ad altri scienziati, un’importante ricerca sullo studio del comportamento delle regole della fisica alle basse temperature. Tale ricerca non è frutto di uno scherzo, ma è stata pubblicata su un’importantissima rivista scientifica, la Physical Review Letters, una delle più importanti del mondo.

La trovata non è stata un mezzo pubblicitario e nemmeno il risultato di uno scherzo, ma è servito per aggirare una di quelle regole tanto antipatiche della burocrazia che si trovano ad ogni latitudine del mondo. La rivista Physical Review Letters, secondo un amico ed un collega di Jack H. Hetherington, l’autore umano della ricerca in questione, avrebbe rifiutato quella ricerca solamente per il fatto che in essa doveva essere richiesto per essere pubblicata il termine “noi” per indicare il fatto che più persone avevano firmato quella ricerca.

Siccome il signor Jack lavorò da solo alle dinamiche della fisica a basse temperature, pensò giustamente di far firmare a F. D. C. Willard, il proprio gatto, la ricerca, aggirando il cavillo burocratico.

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Tale firma felina riuscì anche a superare una “prova”: uno scienziato giunse all’Università del Michigan e volle conoscere gli autori della ricerca, ma il dottor Hetherington era assente, perciò lo scienziato chiese di conoscere il collega Willard e gli fu mostrato il gatto Chester, di proprietà del signor Jack.

Il gatto, da quel momento. partecipò a numerose riunioni e convegni dell’Università del Michigan ed era rispettato da tutti i colleghi scienziati, a tal punto che Willard – il gatto – firmò una seconda ricerca di fisica, stavolta tutto da solo. Quando Willard morì a 14 anni di vita, per l’Università del Michigan fu un giorno di lutto.

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Cosa ne pensa l’autore

Claudio Bosisio - L'incredibile storia del gatto Chester, in arte Felix Domesticus Chester Willard, colpisce molto per l'assurdità della sua trama ed allo stesso tempo per quanto gli accademici dell'Università del Michigan diedero importanza a questo gatto, che firmò ben due ricerche nel campo della fisica - di cui una tutta da solo! -. L'affetto per questo gatto era tantissimo e godeva di un rispetto smisurato da parte degli scienziati, a tal punto che, al momento della sua morte, ci fu un lutto in tutta l'università. Colpisce molto il fatto che in un mondo serio come quello della ricerca scientifica un gatto abbia ottenuto tanto rispetto da parte dei suoi "colleghi".

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