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I mammut potrebbero presto ritornare su questo pianeta

Da una ricerca genetica condotta ad Harvard si sta tentando di ricreare in vitro i geni dell'antico pachiderma ormai estinto da 4000 anni e successivamente crearne dei cloni ibridi.

Natura e Animali
Pubblicato il 28 febbraio 2017, alle ore 18:10

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I mammut potrebbero presto ritornare su questo pianeta
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La ricerca, che va avanti già da qualche anno, è condotta nella prestigiosa università di Harvard da un gruppo di ricercatori e genetisti che, tramite manipolazioni genetiche, stanno tentando di creare un ibrido di mammut.

Il progetto è partito nel 2015 iniziando la ricerca e la tracciabilità di quali geni del preistorico mammut sono differenti dal suo parente più prossimo attualmente in vita, l’elefante indiano; ad esso sono stati confrontati i DNA del preistorico animale che sono pervenuti a noi tramite i fossili o i resti intrappolati nel ghiaccio.

Una volta trovati, tracciati ed estrapolati, i frammenti di DNA differenti sono stati aggiunti al DNA dell’elefante indiano tramite la tecnica dell’editing o crispr, ovvero la tecnica del “taglia e incolla”. In totale sono stati trovati 45 frammenti genetici differenti tra mammut ed elefante, quindi sono stati aggiunti al corredo genetico di quest’ultimo, creando così già le prime cellule di mammut-elefante.

Ad oggi, infatti, sono state già create le prime cellule, ed il progetto procederà cercando di creare un embrione ed impiantarlo in un utero artificiale.

La notizia è stata divulgata dalla stessa Harvard tramite il dottor George Church, a capo dell’equipe di ricercatori; visti i grandi risultati ottenuti si prevede – già nei prossimi due anni – di ottenere il primo ibrido. 
Dopo 4000 anni dall’estinzioine, dunque, il mammut potrebbe ritornare a camminare sulla Terra, o almeno un suo ibrido.

L’ibrido mammut-elefante che verrà creato avrà presumibilmente le seguenti caratteristiche tipiche dei mammut:

  • orecchie piccole
  • pelo fitto e lungo
  • strato di grasso sottocutaneo
  • sangue che non congela

Attualmente è soltanto un ideale dell’ibrido che si verrebbe a creare, ma sono già partite le critiche in ambito etico morale sull’esecuzione di questo esperimento. Per il momento la ricerca va avanti e sono tante le aspettative. Gli scienziati già affezionati al progetto e all’idea del nuovo animale hanno dato ad esso il nome scherzoso di “mammufante“.

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Cosa ne pensa l’autore

Rosa Tea Di Sclafani - Senza dubbio, se il progetto riuscisse ad andare a termine, comporterebbe il raggiungimento di nuovi e grandi traguardi da parte della ricerca genetica. L'ibrido potrebbe nascere sano e capace di riprodursi a sua volta e generare quindi una nuova specie animale, tutta creata grazie all'uomo. La nascita dell'ibrido diverrebbe una notizia da prima pagina in tutti i giornali del mondo e chissà, il nuovo animale potrebbe diventare la nuova mascotte della ricerca genetica. Ovviamente sono già tante e saranno sempre di più, di pari passo allo sviluppo della ricerca, le critiche e le obiezioni di tipo etico morali sulla clonazione. Da parte mia lo sviluppo scientifico non è da fermare né da criticare, solo da trattare con cautela. L'unico dubbio su questo esperimento è se abbia senso o meno riportare in vita un animale che si era estinto in natura e quindi forse non adatto a vivere in questo mondo.

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