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Dugonghi in aumento nella barriera corallina australiana

Un censimento di dugonghi nel 2011 aveva evidenziato l'allarmante situazione di questi animali: non c'erano cuccioli. Il recente censimento, invece, evidenzia il loro aumento e la presenza di tanti piccoli.

Natura e Animali
Pubblicato il 8 giugno 2017, alle ore 00:41

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Dugonghi in aumento nella barriera corallina australiana
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Arriva dal sud dell’Australia la bellissima notizia dell’aumento della popolazione dei dudoghi, mammiferi marini vegetariani, parenti dei lamantini. I dugonghi sono una specie in via d’estinzione che vive soprattutto nella Grande Barriera Corallina Australiana e che si nutre dei vegetali presenti nelle praterie marine. A quanto pare, i dugonghi sono aumentati di numero e nel censimento di quest’anno si registra una massiccia presenza di cuccioli, completamente assenti nel censimento del 2011.

Le femmine di dugongo hanno bisogno di molte energie per dare alla luce i propri piccoli, per questo ingurgitano grandi quantità di piante delle praterie marine, che crescono nelle acque lungo le coste che purtroppo sono soggette a cicloni che, spesso, le spazzano via. Motivo per il quale i dugonghi hanno molte difficoltà a sopravvivere. E, se in passato la minaccia maggiore per i dugonghi era costituita dai cacciatori che non avevano problemi a catturarli in quanto sono animali lenti, oggi il pericolo maggiore per loro è di rimanere incastrati nelle reti da pesca e antisqualo, quest’ultime poste in alcune zone costiere per proteggere i bagnanti dalla minaccia, appunto, degli squali.

Nel 2011 era stato effettuato un censimento aereo nove mesi dopo il passaggio del ciclone Yasi e, purtroppo, erano stati contati solo 600 dugonghi, di qui ben 187 esemplari erano gravemente malati o stavano per morire, poichè spiaggiati lungo le coste. Questo numero era il minimo storico per la popolazione di dugonghi. Purtroppo, le piogge e le inondazioni che avevano seguito il ciclone avevano riversato nell’oceano dei sedimenti che hanno causato la scomparsa delle praterie marine.

Le nuove formazioni di praterie marine, inoltre, hanno un basso contenuto nutritivo ed energetico, per questo motivo i dugonghi devono mangiarne di più per soddisfare il proprio fabbisogno e sopravvivere. Purtroppo i cambiamenti climatici hanno provocato un riscaldamento oceanico che ha portato al conseguente sbiancamento e morte di molti organismi vegetali delle barriere coralline e non si sa ancora se questo influenzerà negativamente lo sviluppo dei dugonghi.

Nonostante la buona notizia del censimento, gli esperti “festeggiano” con cautela, infatti sospettano che il numero di dugonghi sia aumentato in seguito a migrazioni da acque povere di praterie verso zone costiere meno intaccate dall’uomo.

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Cosa ne pensa l’autore

Rita Serretiello - Sembra che anche i cicloni siano causati dall'uomo e quindi molti animali si ritrovano nella brutta condizione di estinzione anche per questo motivo. Spero che gli uomini si sensibilizzino sempre di più sul tema dell'inquinamento e, inoltre, spero vengano progettate delle reti anti-squalo che non siano un pericolo per gli animali marini, squali compresi. Penso che i mari e gli oceani appartengano soprattutto a chi può viverci davvero e non all'uomo, dovrebbe ritagliarsi solo piccoli spazi senza deturpare l'ambiente e modificare le abitudini della fauna ittica. Purtroppo, all'uomo serve il turismo sia come svago che per guadagno, quindi è giusto che ci siano bagnanti in Australia ma non che perdano la vita molti dudonghi a causa di reti in cui si impigliano e muoiono perchè non possono tornare più in superficie per respirare. E, ovviamente, i dudonghi non sono l'unica specie a soffrire di questo male chiamato "uomo".

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