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Cina: dopo il figlio unico si sperimenta un cane unico

In Cina numerose città hanno messo in atto diverse restrizioni alla diffusione dei cani nelle famiglie del Paese d'Oriente: un solo cane per famiglia. Alcune città hanno addirittura vietato alcune razze canine.

Natura e Animali
Pubblicato il 10 giugno 2017, alle ore 14:57

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Cina: dopo il figlio unico si sperimenta un cane unico
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In Cina da poco si è conclusa la lunga esperienza della legge sul figlio unico per evitare un incremento eccessivo della popolazione del Paese d’Oriene. Ora il paese asiatico sperimenta una nuova legge, stavolta riguardante il mondo canino e tutti coloro che amano i quattro zampe.

La Cina ha infatti ratificato una legge con la quale si vieta di possedere più di un cane per nucleo familiare e, sempre secondo questa legge, il cane deve essere registrato in un’apposita anagrafe dei quattro zampe con la quale i proprietari devono segnalare alle autorità cinesi la presenza del loro cane nel loro nucleo familiare, pagando anche una tassa di circa 400 yuan, corrispondenti più o meno ai nostri 50 euro.

La legge riguarda molte grandi città, ed i proprietari di cane cinesi sono infuriati con le autorità, perché ritengono questa legge solo un espediente per fare cassa, racimolando nelle casse statali molti soldi dalla registrazione di tutti i cani delle grandi città della Cina, molte delle quali popolate da milioni di persone. Un bacino di utenza canina molto ampia con le quali l’erario incasserà sicuramente molto denaro.

Alcune città, ad esempio Qingdao, nell’Est della Cina, ha adottato altri provvedimenti che prevedono anche multe da 2000 yuan, circa 263 euro, ed i legislatori di questa città hanno stilato una lista di quaranta razze di cani pericolosi, i quali non possono più essere allevati, pena altre multe e sanzioni di tipo amministrativo e penale.

In Cina molte città hanno preso da molti anni provvedimenti drastici nei confronti dei cani, come a Jangmen, dove è vietato addirittura possedere un cane. In Cina i cani per le leggi sono considerati arcaicamente ancora come cani da caccia oppure come fonte di cibo, ma sempre più proprietari di quattro zampe hanno assunto un atteggiamento verso i cani di tipo occidentale, che vede il miglior amico dell’uomo come un animale da compagnia.

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Cosa ne pensa l’autore

Claudio Bosisio - Il popolo cinese sta assumendo verso i cani una posizione sempre più "all'occidentale", dove il cane viene visto come un amico fedele e non come una fonte di cibo. In molte città della Cina sono state introdotte restrizioni per evitare di possedere più di un cane e per fare cassa tramite la registrazione dei cani. Una posizione incomprensibile, proprio perché i migliori amici dell'uomo stanno diventando anche i preferiti del cospicuo popolo cinese, e queste leggi piuttosto sembrano voler andare nel senso contrario.

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