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Addio a Ray Manzarek, tastierista e anima dei Doors

Ray Manzarek, “l’architetto” dei Doors, come amava definirsi, è morto in Germania a 74 anni dopo aver lottato a lungo contro il cancro. Tastierista virtuoso, a lui si devono le principali intuizioni sonore della band.

Musica
Pubblicato il 21 maggio 2013, alle ore 13:06

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Addio a Ray Manzarek, tastierista e anima dei Doors
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Ray Manzarek, fondatore e anima, insieme a Jim Morrison, di una delle band più famose della storia del rock, è considerato il pilastro e la mente del gruppo, il musicista che ha contribuito in maniera determinante a definire il suono della band attraverso le sue tastiere e con la scelta, molto radicale e insolita per un gruppo rock, di non avere un bassista, lasciando alla sua pedaliera il compito di sostituirlo.

Aveva conosciuto Jim Morrison ai tempi dell’università a Los Angeles ed era rimasto molto colpito dalle sue poesie, tra cui una prima versione di “Moonlight Drive”, al punto di decidere di formare la band The Doors, arruolando Robby Krieger alla chitarra e John Densmore alla batteria.

“Krieger portò le chitarre del flamenco, io un po’ di musica classica con un po’ di blues e jazz, e certamente John Densmore era dentro il jazz sino al midollo. Jim portava la poesia della beat generation e quella del simbolismo francese, e questo è il brodo nel quale sono nati i The Doors, al tramontar del sole sulla costa dell’Oceano Pacifico, alla fine, al termine del mondo occidentale civilizzato”, raccontò Ray Manzarek in un’intervista alla radio pubblica americana Npr, 13 anni fa. Da quel tramonto, era il 1965, la rock band vendette qualcosa come 100 milioni di album e conquistò 5 dischi di platino.

Quando Jim Morrison morì, nel 1971, Ray Manzarek continuò a suonare e a dare vita alle poesie del frontman, non rassegnandosi mai a chiudere il mito dei The Doors, anzi, continuando ad esibirsi con il fedele socio Robby Krieger, fino a pochi mesi fa.

Ricordando l’amico scomparso, Krieger afferma: “Sono profondamente addolorato dell’aver appreso oggi della morte del mio amico e compagno di band Ray Manzarek. Sono solo contento di aver potuto ancora suonare con lui le canzoni dei The Doors nel corso dell’ultimo decennio. Ray era una grossa parte della mia vita e mi mancherà per sempre», mentre John Densmore ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Non esisteva altro tastierista sulla faccia della Terra più appropriato per supportare le parole di Jim Morrison. Ray, mi sento totalmente in sintonia con te musicalmente. Era come se fossimo una mente sola, quando gettavamo le basi per Robby e Jim in modo da farli sbizzarrire. Ho perso il mio fratello musicale».

Con la morte di Ray Manzarek, a cui la band deve i suoi riff più famosi da “Light my fire” alla straziante “When the music is over” fino alle apocalittiche sonorità di “The end”, la musica finisce per davvero, parafrasando uno dei più celebri inni Doorsiani. Verrà ricordato per essere stato lo scopritore di Jim Morrison, riuscendo a dare corpo sonoro alle sue visioni con il suo stile personalissimo ed originale e risultando uno dei più innovativi sperimentatori del rock americano anni 60’.

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