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I test di Valentino Rossi e i tempi delle MotoGP di ieri e di oggi

Valentino Rossi e Maverick Vinales hanno testato gli assetti e le nuove gomme, entrambi sono soddisfatti. Questi test e la gara conclusa di Jerez ci danno la possibilità di riflettere sui tempi delle moto di oggi e del 2002, il primo anno della Moto GP.

Motociclismo
Pubblicato il 10 maggio 2017, alle ore 19:52

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I test di Valentino Rossi e i tempi delle MotoGP di ieri e di oggi
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La MotoGP è rimasta a Jerez de la Frontera dopo il weekend di gara dominato da Daniel Pedrosa. In particolare, i piloti della Yamaha Valentino Rossi e Maverick Vinales hanno testato le nuove gomme ed assetti veloci dopo una prova per entrambi deludenti sullo storico tracciato andaluso.

Valentino Rossi si dice molto soddisfatto dei test appena conclusi, mentre il compagno di squadra Maverick Vinales, con il miglior tempo, conquista i test e dichiara che la M1 funziona molto meglio con dei nuovi assetti e con le niove gomme fornite da Michelin in questi test.

Questa gara di Jerez ci consente di fare un salto indietro di 15 anni, al 2002, primo anno della MotoGp e delle moto di 1.000 cc di cilindrata a fianco delle vecchie 500 cc. Nel tempo sono stati introdotti miglioramenti nell’elettronica e nelle mappature, il traction control, il cambio seamless e gomme molto migliorate. Approfondiamo l’analisi dei tempi confrontando i giri veloci estrapolati dai dati ufficiali delle due sfide sull’immutato tracciato iberico.

La Honda Repsol RC 213 del 2017 del vincente Daniel Pedrosa ha ottenuto 1’40″283 come miglior giro; la Honda Repsol di uno straordinario Valentino Rossi nel 2002 ottenne 1’42″920, un tempo invidiabile per l’epoca, “appena” sopra di 2 secondi e 7 decimi.

La Yamaha M1 Movistar di Valentino Rossi ha ottenuto il miglior tempo di 1’40″726, mentre la Yamaha M1 Marlboro del team ufficiale del 2002, guidata da Carlos Checa ottenne 1’43″992: la Yamaha fece un salto in avanti impressionante nei tempi, quando nel 2004 rese la M1 una moto competitiva per quella categoria.

La Suzuki ECStar di Andrea Iannone nel gran premio appena concluso ha ottenuto 1’40″947, 3 secondi e 2 decimi in meno di Kenny Roberts Jr, campione della 500 cc nel 2000, in sella alla Telefonica MoviStar Suzuki che ottenne il tempo di 1’44″191, una moto che in quelle due stagioni stava vivendo un momento non felice.

L’Aprilia Racing Team Gresini 2017 ha ottenuto con Aleix Espargaro il miglior tempo di 1’41″197, 3 secondi e 8 decimi della deficitari Aprilia RS Cube guidata nel 2002 da Regis Laconi con il tempo di 1’45″008.

Tutti questi tempi ci permettono di capire che tanti miglioramenti di ogni tipo sono stati apportati, ma i tempi non sono scesi di una decina di secondi, bensi di 2-4 secondi al giro. Va anche detto che la Honda di Valentino Rossi del 2002 è l’unica che ha migliorato i tempi “solo” di 2 secondi e 7 decimi: un buon mezzo secondo o 7 decimi lo mette la grande classe di un fenomeno come Rossi.

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Claudio Bosisio - La prova da fenomeno di Daniel Pedrosa a Jerez mette ancora più in evidenza la grande forza della Honda ma, se confrontata con la prestazione della Honda del team ufficiale del 2002 da Valentino Rossi, ci si rende conto il Dottore allora dominava in maniera incontrastata. Yamaha e Suzuki sono migliorate molto di più nei 15 anni di MotoGP. Oggi, inoltre, va premiato il ritorno ad uno schieramento tutto fatto dai grandi marchi motociclistici, eliminando in maniera definitiva le odiose e debolissime CRT degli anni scorsi.

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