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Samsung WindShield, il parabrezza smart all’Eicma 2016

All'edizione 2016 dell'Eicma, da poco iniziata a Milano, Samsung ha presentato - in collaborazione con GIVI - il Samsung WindShield, un parabrezza smart per due ruote che, visualizzando le notifiche dello smartphone, non distrarrà più i piloti dalla guida

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Pubblicato il 10 novembre 2016, alle ore 08:43

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Samsung WindShield, il parabrezza smart all’Eicma 2016
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Più o meno tutti i grandi big della tecnologia si stanno interessando al settore dell’automotive e, all’appello, mancava quasi solo la coreana Samsung. Il passato è d’obbligo perché la casa di Seoul ha finalmente fatto in grande passo ed ha proposto le sue innovazioni tecniche per una guida più sicura. Su due ruote.

L’8 Novembre si è aperta, nel capoluogo meneghino, l’Eicma 2016 (8-13 Novembre), l’esposizione internazionale del ciclo e del motociclo, con dati non proprio rassicuranti. Secondo le recenti statistiche dell’ACI/ISTAT, sembra che nel 24.1% delle casistiche accertate, gli incidenti su strada siano imputabili a forme di distrazione tecnologica: insomma, ci si deconcentra dalla guida, troppo assorti nelle cuffie, o incuriositi da questa o quella notifica sopraggiunta sul proprio smartphone. Dati ancor più inquietanti se si somma il tutto al crescente desiderio di una guida su due ruote maturato tra l’utenza giovane: insomma, v’è il concreto rischio che le attuali e nuove generazioni di centauri possano essere coinvolti in incidenti durante la guida di un veicolo a due ruote. Urge, quindi, fare qualcosa.

Con questo proposito, presente all’Eicma 2016, la coreana Samsung ha presentato un’interessante soluzione tecnica, in collaborazione con GIVI, nota azienda di accessori per scooter e moto: si tratta del “Samsung WindShield” che, proprio come rivela il nome, altro non è che un parabrezza smart che incrementerà la sicurezza su strada, tutelando l’incolumità del pilota, senza che quest’ultimo debba rinunciare ad avere tutte le informazioni importanti a portata…d’occhio.

Il parabrezza in questione è stato realizzato dalla GIVI che ne ha cadenzato varie dimensioni in modo che fosse adattabile al più ampio range possibile di scooter e motocicli: il lato software, com’è facile immaginare, è spettato a Samsung che, grazie ai suoi Labs, ha messo a punto un’interfaccia in grado di visualizzare – sul parabrezza – le notifiche delle app, delle mail, dei messaggi, e delle chiamate, senza trascurare la rappresentazione multimediale delle indicazioni provenienti dal navigatore.

Il join con lo smartphone verrebbe ottenuto grazie ad un’applicazione mobile che si occuperebbe, di fatti, di raccogliere tutti gli alert e di visualizzarli, in forma opportuna, sul parabrezza in modo che, al conducente, poi, spetterebbe il decidere come regolarsi. Nello specifico, nel caso fosse impossibilitato a rispondere, il pilota potrebbe delegare il sistema a farlo al posto suo inviando al mittente delle risposte pre-confezionate, impostate in precedenza, nelle quali – magari – sia specificato che si provvederà a ricontattarlo in seguito. Oppure, il centauro potrà anche optare per fermarsi, in modo da approfondire la notifica visualizzata e, se del caso, rispondervi prontamente. 

Secondo quanto comunicato congiuntamente da Samsung e GIVI, il sistema testé esposto – ormai arrivato allo stadio di prototipo funzionante – sarà funzionale anche di notte in virtù di un gestionale della luminosità che ottimizzerà la visualizzazione delle informazioni sul siffatto parabrezza. 

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Cosa ne pensa l’autore

Fabrizio Ferrara - Trovo davvero bello che Samsung e GIVI abbiano unito le forze per realizzare questo parabrezza smart denominato "Samsung WindShield": se opportunamente visualizzate sul vetro del medesimo, le notifiche provenienti dallo smartphone non distrarranno più il conducente e, anzi, nel contempo, gli forniranno informazioni utili ad una percorrenza più confortevole ed ottimale. Resterà da vedere, a conti fatti, il reale funzionamento di questo prototipo e, con prove sul campo, l'impatto concreto di questa soluzione sullo stile di guida dei piloti italiani. Ovvio: conterà anche il prezzo che, per una reale diffusione di questa soluzione tecnologica, dovrà - per forza di cose - essere accessibile.

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