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Düsenspeed: ecco le bici elettriche a pedalata assistita entro corpi di moto d’epoca

Düsenspeed, una giovane start-up svizzera, ha appena presentato 3 piacevoli modelli di bici elettriche a pedalata assistita, modulabili secondo le proprie preferenze, ma sempre con un occhio di riguardo allo stile ed alle moto iconiche d'epoca.

Moto
Pubblicato il 10 ottobre 2017, alle ore 09:55

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Düsenspeed: ecco le bici elettriche a pedalata assistita entro corpi di moto d’epoca
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In un futuro contesto lavorativo nel quale gran parte degli spostamenti pendolari avverrà in ambito urbano, sempre più persone si stanno affidando alle bici che, opportunamente coadiuvate da sistemi di pedalata assistita, permettono di coprire qualche km in più, senza stancare eccessivamente il pilota, e senza ricorrere alle emissioni inquinanti ed ai consumi tipici di una moto: in questa prospettiva, si inseriscono le ultime proposte di una start-up svizzera, la Düsenspeed, che riservano un occhio di riguardo anche allo stile, e al design.

Il primo modello proposto da Düsenspeed, in edizione limitata (222 esemplari) e con una versione dedicata addirittura a James Bond (brandizzata 007), somiglia sfacciatamente alle moto degli anni ’10 e ’20 del secolo scorso, piuttosto simili (come la Winchester del 1910) a bici equipaggiate con essenziali motori a scoppio monocilindrici. In questo caso, coadiuvato da batterie che vanno da 500 sino a 1.800 Wh, troviamo motori elettrici preferibili secondo la potenza massima consentita nel proprio paese: si parte con i 250  W (consentiti in Italia per un veicolo di tal categoria) e si arriva fino a 2.000 W, con una coppia motrice che può raggiungere finanche gli 80 Newton metri, in virtù del leggerissimo (4 kg) telaio in fibra di carbonio, che porta la bici completa a pesare – secondo l’allestimento scelto – tra i 22 ed i 31 kg.

Anche il secondo modello è realizzato in edizione limitata, con soli 164 esemplari a disposizione. In questo caso, il riferimento della bici a pedalata assistita è alle moto degli anni ’60 ed a modelli come il Royal Enfield Continental: il telaio, in effetti, è ridotto all’essenziale, davvero scarno, con la posizione di guida fortemente inclinata in avanti.

I motori mimetizzati nella struttura, naturalmente elettrici ed affidati a batterie da 500 sino a 4,500 Wh, forniscono la medesima coppia motrice del primo modello, ma una potenza tra i 250 ed i 2.000 W. Purtroppo, nel modello più pesante (al netto di tutte le componenti, 48 kg), l’autonomia scende a 50 km, ed il peso del “Model 2” è sempre molto alto (il telaio può arrivare fino a 5,5 kg) a causa della necessità di far ricorso a materiali più resistenti, necessari quando si raggiungono velocità di 160 km/h.

L’ultimo modello della Düsenspeed, non in edizione limitata, ha l’aspetto di una normale mountain-bike, con tubolari un po’ ispessiti, in grado di ospitare sia una batteria da 1.200 Wh, che un motore elettrico capace di 500 W di potenza massima, e di 50 Newton metri di coppia motrice. In base allo stile di guida, ed al ricorso alla pedalata assistita, in questo caso l’autonomia di percorrenza può oscillare davvero tanto, tra i 50 ed i 150 km globali

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Cosa ne pensa l’autore

Fabrizio Ferrara - Personalmente, non sono molto impressionato dall'ultimo modello della Düsenspeed: però, a dire il vero, i primi 2 esempi di bici elettrica con pedalata assistita sono davvero molto belli, sia quando fanno riferimento alle moto di inizio secolo scorso, che a quelle dei ruggenti anni '60. In fondo, se è possibile conciliare ecologia, consumi, e stile (anche l'occhio vuole la sua parte), perché non farlo?

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