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Gucci sceglie Firenze dopo il no di Atene

Una buona pratica della Maison Gucci, che sfilerà, dopo il no di Atene, il prossimo 29 Maggio presso la Galleria Palatina in cambio di un progetto di finanziamento per le opere di restauro del Giardino di Boboli

Moda
Pubblicato il 7 aprile 2017, alle ore 10:45

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Gucci sceglie Firenze dopo il no di Atene
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Un’altra buona pratica per la valorizzazione del patrimonio storico artistico italiano e stavolta protagonista è la Maison Gucci che sfilerà il prossimo 29 Maggio, per la prima volta, presso la Galleria Palatina,  in cambio di un finanziamento di due milioni di euro per un progetto triennale di restauro dell’orto botanico del Giardino di Boboli.

Dopo il no di Atene, infatti, Marco Bizzarri, presidente e Ceo di Gucci assieme al direttore degli Uffizi Eike Schmidt e dal sindaco Dario Nardella hanno annunciato la decisione di scegliere Firenze come sede di questo evento che si svolgerà nella Sala dei Pianeti del Palazzo Pitti e coinvolgerà anche altre zone della città.

La sfilata titolata “Crouse” è stata presentata solo due volte: al Westminister Abbey di Londra nel 2016 nel 2015 all’Art District di New York dove l’enorme successo ha consacrato, definitivamente, il successo del fiorentino Alessandro Di Michele, stilista della maison.

Un evento unico e irripetibile al quale potranno assistere trecento persone e un progetto di restauro titolato “Primavera di Boboli” che riporterà alla luce le antiche e purtroppo dimenticate ricchezze di un giardino considerato la “Versailles” italiana e visitato da quasi un milione di persone lo scorso anno.  

I lavori sono già iniziati con gli interventi al “viattolone” ovvero il viale dei cipressi risalente a metà del Seicento e tanto altro si farà: dei totali 33 ettari del giardino mediceo, infatti, attualmente sono fruibili meno di 20.  

Elogi all’iniziativa anche dal Presidente Franceschini che considera positivo e encomiabile il connubio arte moda, auspicando ad altri interventi da parte dei grandi marchi della moda italiana, come, d’altronde, è già stato fatto dalla Tod’s di Della Valle.

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Cosa ne pensa l’autore

Lilly Prosperi - Le belle iniziative vanno diffuse e elogiate e questa a mio avviso ne è una. L'impegno delle grandi anziende italiane nel provvedere alla conservazione ed alla valorizzazione del patrimonio storico artistico italiano evidenzia un connubio perfetto tra arte e moda. Connubio, e scusate la piccola vena polemica, certamente più proficuo di quanto fatto finora dalla politica.

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