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Errore 53. Apple si scusa, pubblica un fix in iOS 9.2.1, e rimborsa

Felice epilogo per gli iPhone di nuova generazione che si bloccavano, con errore 53, dopo le riparazioni in centri non ufficiali. Apple ha rilasciato un fix in iOS 9.2.1 via iTunes, si è scusata con la clientela ed ha promesso rimborsi per i clienti coinvolti.

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Smartphone e Tablet
Pubblicato il 19 febbraio 2016, alle ore 20:27

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Errore 53. Apple si scusa, pubblica un fix in iOS 9.2.1, e rimborsa
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Qualche giorno fa Apple è finita al centro di diverse polemiche per un problema (noto come “errore 53“) che affliggeva diversi suoi nuovi iPhone riparati al di fuori dei centri ufficiali: questi ultimi, in seguito ad un aggiornamento di iOS 9, si bloccavano e diventano inservibili.

Ora Apple si scusa ufficialmente, pubblica un fix ufficiale per l’errore 53 e promette rimborsi per i clienti afflitti dal problema in oggetto.

In sostanza il problema, noto come “errore 53”, affliggeva diversi nuovi iPhone (iPhone 5s, 6, 6s) che aggiornavano all’ultima versione di iOS. Non tutti però: a finire con il bloccarsi in modo irreversibile erano solo quei terminali ai quali il tasto Home o il Display venivano riparati in centri non ufficiali. Il problema, dopo le prime polemiche iniziali, trovò subito una spiegazione.

Tutto dipendeva dai controlli di sicurezza del nuovo iOS. L’iPhone di nuova generazione, infatti, realizzava una connessione univoca tra la secure enclave che ospitava le nostre impronte digitali ed il Touch ID posto sotto il tasto Home. Quando un iPhone veniva sostituito in un centro non autorizzato e, in quel caso se ne cambiava il tasto Home o il Display (con conseguente cambio del Touch ID), la join con la secure enclave saltava ed il controllo di sicurezza del nuovo iOS, accorgendosene, bloccava tutto.

Apple, di fronte alle proteste di diversi utenti che hanno minacciato anche class action nei suoi confronti, è corsa prontamente ai ripari. Dapprima ha pubblicato delle scuse spiegando che si trattava di un test di sicurezza sulla validità del Touch ID che non avrebbe dovuto uscire dalla catena di montaggio: ed invece è finito sui prodotti finiti.
In sintesi, la colpa di Apple è di aver tenuto troppo alla sicurezza dei suoi utenti; un po’ la stessa colpa che le attribuisce l’FBI.

Poi è arrivata la pubblicazione di un fix, in codice “13D20”, contenuto nel nuovo iOS 9.2.1: per installarlo è necessario collegare l’iPhone colpito dall’errore di blocco 53 al computer via iTunes e procedere al reflash col nuovo firmware. In seguito al riavvio forzato del terminale, il problema dovrebbe risolversi. O meglio: dovrebbe essere possibile riutilizzare lo smartphone anche se l’autenticazione tramite riconoscimento ottico delle impronte rimarrà comunque disabilitata sino a che non verrà installato un Touch ID originale in un centro autorizzato.

Nell’eventualità che il problema in oggetto non si risolva, si potrà sempre far affidamento sull’assistenza gratuita di AppleCare. Molto importante, poi, è anche il capitolo rimborsi. Pagare in anticipo poco, forse, è meglio che esser costretti a pagare molto in seguito, magari dopo una sentenza di condanna.

Devono averlo pensato anche quelli di Cupertino che hanno proposto il rimborso di quanto speso dai clienti per la riparazione fuori garanzia. Non preoccupatevi, comunque: anche coloro che avessero riscontrato l’errore 53 nonostante la riparazione in centri ufficiali, potranno ricevere un bel rimborso per le spese di riparazione sostenute.

Apple, quindi, si scusa, pubblica un fix per l’errore 53 e promette rimborsi. Tutto è bene quel che finisce bene?

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Cosa ne pensa l’autore

Aurelio De Luca - La vicenda mi trova un po' combattuto. Da una parte sono contento che Apple sia così fortemente schierata dalla parte della privacy dei suoi utenti (si è rifiutata di mettere una backdoor nei suoi iPhone anche in relazione alla strage di San Bernardino). In più di un'occasione il comportamento di Apple è stato coerente con quanto dichiarato da Tim Cook sul rispetto per i dati personali contenuti nei moderni smartphone di oggi. Certo, però, che ci si poteva pensare sin dall'inizio ad una soluzione meno radicale: ad esempio, ripari l'iPhone in un negozio "cinese"? Le funzioni di sicurezza avanzata te le disabilito. Però l'IPhone lo puoi usare comunque: è tuo e ne fai quel che ne vuoi. Credo che una tal vicenda servirà da lezione ad Apple...

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