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"Mio tuo suo loro" il libro di Serena Marchi

Il libro affronta il delicato tema della maternitĂ  surrogata, dando voce direttamente alle donne che accettano di partorire il figlio di altri. Quindici storie per comprendere, oltre i giudizi sterili frutto di ignoranza e pregiudizi.

Libri
Pubblicato il 27 marzo 2017, alle ore 11:12

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"Mio tuo suo loro" il libro di Serena Marchi
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In prima persona le madri surrogate si raccontano, oltre le discussioni, le ire degli altri, che intendono parlare per loro. La centralità della maternità, la scelta di divenire madri in vece di chi non può, illustrata da chi ha intrapreso questa scelta consapevolmente.

Il primo caso di maternità surrogata risale al 1985 oggi la discussione sta incendiando i media, il parlamento, le femministe che, in concomitanza con la discussione della legge sulle unioni civili, hanno firmato un appello contribuendo a cancellare il comma sulla stepchild adoption. Le madri surrogate sono sempre rimaste silenti, ingabbiate nelle opinioni altrui: Serena Marchi ha percorso migliaia di kilometri per incontrare in Ucraina, Canada, Texas, Regno Unito, California, Italia chi ha vissuto sulla propria pelle questa scelta.

Donne che partoriscono figli per altri, utilizzando il proprio corpo per finalità definite impensabili: per soldi, per amore, per altruismo, per senso di responsabilità, per amicizia, per amore. Libere e coscienti nella loro scelta. Da rispettare.

mio-tuo-suo-loro“Mio tuo suo loro” sconcerterà molti lettori: la giornalista ha affrontato questa tematica in modo diretto, con coraggio, senza pregiudizi. In Italia questa pratica è illegale, il libro permette di conoscere una realtà presente in molti paesi ove viene praticata, ascoltando le donne finalmente. Quindici storie per comprendere: la decisione di partorire il figlio di un altro non le rende schiave.

In Inghilterra, dove l’utero in affitto è legge dall’83, solo per coppie inglesi e attuato da donne inglesi, non esiste alcun compenso, solo un rimborso delle spese mediche. In Ucraina il parto è retribuito con 15mila euro, in un Paese in cui lo stipendio medio è di 150 euro.

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Cosa ne pensa l’autore

Chiara Lanzini - I racconti in prima persona sono indispensabili per comprendere la realtà di chi attua una scelta: chi non vive le esperienze può solo intuirle non sviscerarne l'essenza. Nella libertà di scelta è corretto che sia legale poter partorire il figlio di altri: la libertà altrui va oltre le convinzioni personali di chi legifera per se stesso e le lobby che deve accondiscendere.

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