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"Il grande Miao": autobiografia di un gatto

Cosa scriverebbe un gatto se decidesse di tramandare alle sue future generazioni il suo sapere? Semplice: una guida su come convivere e sottomettere gli umani alle proprie necessità e capricci.

Libri
Pubblicato il 13 febbraio 2017, alle ore 11:29

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"Il grande Miao": autobiografia di un gatto
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Chi già possiede un felino in casa avrà sicuramente ben presente e adorerà l’intelligenza e l’autonomia di questi splendidi animali. Esseri amati fin dall’antichità, addirittura divinità per gli Egizi, Bastet fu dea della guerra prima e protrettrice delle donne e della fertilità dopo.

Da sempre gradita compagnia dell’uomo e spesso collaboratore socialmente utile, infatti loro era il compito di tenere le case e i villaggi liberi da topi, ratti e altri fastidiosi animali dannosi per le case e gli orti.
Anche il genio di Leonardo da Vinci non potè resistere al fascino del gatto, definendo come veri e propri capolavori anche il più piccolo dei felini.

Paul Gallico, giornalista e scrittore italoamericano, immagina che un giorno un misterioso manoscritto arrivi alla porta di un noto editore, le pagine però sono state scritte in modo strano, quasi usando un codice difficilmente comprensibile; ma per un esperto di letteratura basta poco per capire che in realtà sono dei semplici errori di battitura, una lettera per un’altra, scambi di tasti.

il-grande-miaoErrori tipici di chi non ha mai maneggiato una macchina da scrivere, ancor più logico se si pensa che a scriverlo è stato un gatto! O meglio, una gatta di nome Cica (o tsi-tsa, che è come si dice gatto in ungherese) che a casa dei suoi padroni (anzi no, dei suoi gentili servi umani) ha messo per iscritto tutta la sua esperienza e cultura riguardo la convivenza con l’animale uomo, affinché l’opera possa essere un vero e proprio manuale per i giovani gattini che intraprendono questa vita in compagnia di quegli esseri a volte docili, a volte difficili, che sono gli umani.

Ecco quindi una serie di utili consigli su come comportarsi in casa, su come insegnare agli umani quale sia il loro posto e quale la poltrona esclusiva del gatto; come far capire a quei testardi bipedi quale cibo vada preparato e in che modo; come gestire il difficile rapporto con i bambini  e come dosare dolcezza e fermezza fino all’uso degli artigli (ma in rarissime occasioni) e del “grande miao” vera e propria arma melodiosa che stregherà l’uomo.

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Cosa ne pensa l’autore

Miro Paternò - Questa simpatica autobiografia felina è dedicata a quelle persone che già godono della compagnia di un gatto, vi ritroverete a sorridere quando leggerete situazioni che conoscete benissimo e che avevate in parte intuito come fossero realmente vissute dal punto di vista di un gatto. Ma anche chi non vive con un gatto, o non li conosce abbastanza, saprà apprezzare questo libro, trovandosi sicuramente a fine lettura affascinati abbastanza dai felini da decidere di farne entrare uno (o più) in casa propria.

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