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Erri De Luca, “I pesci non chiudono gli occhi”

“I pesci non chiudono gli occhi” di Erri De Luca è un romanzo di memorie che racconta la lunga estate di un ragazzino di dieci anni

Libri
Pubblicato il 13 settembre 2013, alle ore 18:08

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Erri De Luca, “I pesci non chiudono gli occhi”
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“I pesci non chiudono gli occhi” è un romanzo di Erri De Luca ambientato in una fase della vita che, per sua stessa ammissione, finora non lo aveva mai particolarmente ispirato a scrivere.

“I pesci non chiudono gli occhi” è l’ennesima declinazione della sua storia, l’ultimo flashback che arriva dritto da un’isola di fronte alle coste napoletane, in quell’attimo di “solarità inselvatichita” che solo le vacanze dei ragazzini nel periodo della preadolescenza possono davvero comprendere.

Erri De Luca racconta la storia di un bambino di dieci anni – l’autore stesso – che al mare, d’estate, incontra una ragazzina di poco più grande e rimane colpito da lei. Non sa se è amore, piuttosto è crescita, quella interiore perché il corpo “rimane sempre indietro”.

La narrazione intreccia ricordi lontani, quelli di un bimbo che vuole crescere ma il suo corpo no, e quelli più vicini, di un uomo che deve fare ancora delle scelte, a volte difficili. Il tutto condito dalle splendide immagini della vita laboriosa dei pescatori dell’isola, delle cose semplici come gli spaghetti al pomodoro e basilico e la pizza alla marinara, i cui odori e profumi sembrano uscire dalle parole stesse del racconto.

“Questo ricordo a distanza di un giubileo di cinquant’anni mi ha riportato all’età in cui ne avevo dieci ad Ischia, ed è l’età in cui si scrive per la prima volta il primo numero di anni a due cifre. […] E’ questa cifra doppia che inaugura l’età dell’adolescenza mentre una testa che sta correndo avanti rimane compressa dentro un corpo chiuso, ancora infantile” ha commentato Erri De Luca.

I pesci non chiudono gli occhi è in definitiva un romanzo di formazione, sulla scoperta dei valori su cui si fonderà l’intera esistenza di De Luca: sulla bellezza, sulla rabbia, sul sentimento di giustizia e su Napoli e la napoletanità.

Un libro che colpisce ancora una volta per l’essenzialità, la leggerezza e la pulizia dello stile, e che è difficile chiudere prima di averne esaurito le pagine.

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