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Pensioni più alte, cosa fare per aumentarle

Un pensionato su tre ha diritto ad una pensione più alta, ma non lo sa. Ecco le voci da controllare sul cedolino della pensione per accertare l'effettiva sussistenza di diritti inespressi.

Lavoro
Pubblicato il 20 marzo 2017, alle ore 11:19

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Pensioni più alte, cosa fare per aumentarle
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Da una recente indagine della Cgil si è scoperto che un pensionato su tre avrebbe diritto ad una pensione più alta, ma spesso i pensionati non sanno leggere tra le varie voci del cedolino, dunque sono ignari dei cd. diritti inespressi loro spettanti.

Pensioni sempre più basse in Italia, anche quando in realtà si avrebbe diritto ad un aumento. E’ il paradosso che è stato scoperto grazie ad un’indagine della CGIL, che ha evidenziato il fatto che l’INPS non eroghi in automatico determinati compensi spettanti ai pensionati.

L’ente previdenziale, infatti, si attiva solo e soltanto dietro una richiesta fatta per iscritto dal titolare del trattamento pensionistico, approfittando così della “ignoranza” di milioni di pensionati che non conoscendo i loro stessi diritti non rivendicano il dovuto.

Ma quali sono le voci sul cedolino mensile che dovrebbero mettere in allarme e fare venire almeno qualche sospetto?

I pensionati che più di tutti dovrebbero controllare queste voci sono sopratutto coloro che percepiscono delle pensioni pari a 750 euro lorde mensili. Se sul cedolino è presente la scritta “integrazioni”, il vostro assegno potrebbe essere già stato adeguato. Se invece non è presente, non è detto che non abbiate diritto all’adeguamento, poichè l’ente di previdenza non lo aggiunge in automatico.

Una seconda voce da individuare è la “quattordicesima”. Controllate il cedolino di luglio e verificatene l’accredito, in caso contrario potreste averne diritto e non averla ricevuta. Altra voce da prendere in considerazione riguarda gli “assegni familiari”, in quanto potreste averne diritto anche la vostra famiglia è di un solo componente.

Oltre a queste voci, ce ne sono tante altre che dovrebbero essere controllate e a cui potreste aver diritto. Queste sono in sintesi le linee guida della campagna della CGIL a sostegno della restituzione dei diritti inespressi, che già solo nel 2016 ha fatto rimborsare milioni di euro ai pensionati liguri.

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Cosa ne pensa l’autore

Tiziana Terranova - La cosa che più mi indigna davanti alla questione dei diritti inespressi è il fatto che l'ente previdenziale dovrebbe adeguare e prevedere in automatico i diritti che il titolare del trattamento pensionistico ha diritto. Non è accettabile che in un Paese civile i diritti inespressi debbano essere liquidati solo dietro una richiesta scritta.

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