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La tecnologia e il web stanno riducendo i posti di lavoro

Riccardo Staglianò, autore del libro "Al posto tuo", sostiene che il web e i robot stiano rubando i posti di lavoro. Lo sciopero dei tassisti contro un'app, infatti, fa riflettere su una delle tante professioni ormai in declino.

Lavoro
Pubblicato il 25 febbraio 2017, alle ore 12:20

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La tecnologia e il web stanno riducendo i posti di lavoro
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Già Erik Brynjolfsson, professore della MIT Sloan School of Management, nel 2013, affermava che il benessere stava crescendo, ma calava la crescita dei posti di lavoro.

Uber, l’app per i trasporti, è finita al centro delle cronache con lo sciopero di sei giorni dei taxi nelle principali città italiane. Però, mentre i tassisti scendevano in piazza accusando il servizio (che opera solo tramite la formula “Ncc con licenza”, ed è disponibile – in Italia – a Roma e a Milano) di concorrenza sleale, chi è rimasto a piedi nei giorni della protesta ha deciso di scaricare l’applicazione per smartphone.

Quest’ultima ha, infatti, registrato, nei giorni in cui i tassisti hanno incrociato le braccia, un boom dei download, sia sull’App Store di iOS che sul Play Store di Android. Questo è un altro campanello d’allarme: il progresso si fa sempre più avanti e, intanto, un’altra categoria potrebbe scomparire.

La domanda che dobbiamo porci, oggi, seguendo anche le affermazioni di Erik Brynjolfsson e Staglianò, è: riusciremmo – oggi – a vivere e lavorare senza internet, a comunicare senza Skype, Facebook, o le e-mail, a viaggiare senza aerei o treni? Riusciremmo a mettere da parte i nostri smartphone o tablet? La risposta è no: lo sviluppo e l’innovazione tecnologica hanno radicalmente cambiato il nostro modo di vivere ma, soprattutto, il nostro modo di lavorare.

Tuttavia, è pur vero che molte categorie di lavoratori sono a rischio estinzione. Molti lavori sono, ormai, scomparsi: basti pensare ai tipografi, alle macchinette nei caselli dell’autostrada che hanno sostituito molto personale. Inoltre, è diminuito il personale negli enti pubblici, grazie a una burocrazia più snella, e così via.

Si pensi anche al digitale, che ha permesso l’accesso a contenuti gratuiti e che, per quanto riguarda il lavoro, ha creato nuove mansioni, caratterizzate da un’elevata qualificazione, le quali hanno rubato spazio ai lavoratori poco qualificati.

Ciò che accadrà in futuro non ci è dato saperlo ma, secondo le previsioni di Frey e Osborne stilate un po’ di tempo fa, lo sviluppo tecnologico, sempre più rapido, metterà, nel corso del prossimo decennio, ad elevato rischio sostituzione il 47% della forza lavoro statunitense.

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Cosa ne pensa l’autore

Ivan Laurentino - Purtroppo, dobbiamo ammettere che è cosi: la tecnologia ha creato benessere, ma sta diminuendo i posti di lavoro. Giunti agli anni duemila, lo sviluppo tecnologico ha accelerato notevolmente, grazie all'introduzione del World Wide Web, e del digitale, permettendo, in molti casi, la completa sostituzione dell’uomo con la macchina. Infatti, non mancano i più pessimisti secondo i quali, in futuro, saremo completamente sostituiti dai robot. Con una disoccupazione ormai svilente, secondo me, dovranno essere i governi di ogni nazione a indirizzare le nuove tecnologie, magari creando - addirittura - nuove opportunità di lavoro.

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