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Scuola, il ministro Carrozza avvia la sperimentazione del diploma di 4 anni

Il ministro dell’Istruzione torna a proporre l'idea di ridurre a quattro anni la durata del percorso di studio superiore in Italia. Ma i sindacati non ci stanno

Scuola e Istruzione
Pubblicato il 5 novembre 2013, alle ore 18:22

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Scuola, il ministro Carrozza avvia la sperimentazione del diploma di 4 anni
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Il ministro Carrozza ha espresso la sua approvazione in merito alla possibilità di diminuire di un anno il ciclo scolastico superiore ed ha autorizzato la sperimentazione di questo nuovo percorso di studi ridotto in tre scuole paritarie, il collegio San Carlo di Milano, il Guido Carli di Brescia e l’istituto Olga Fiorini di Busto Arsizio.

Il ministro si è detto entusiasta della nuova dell’operazione, ed ha fatto intendere di voler estendere al più presto la sperimentazione alle scuole di tutta Italia. “Si tratta di un’esperienza che dovrebbe diventare un modello da replicare in tutta Italia anche nella scuola pubblica”, ha commentato il ministro.

Parole che non sono affatto piaciute ai sindacati, che da sempre osteggiano la riduzione degli anni di scuola. Infatti, qualora il ciclo di studio di 4 anni si estendesse a tutte le scuole, si perderebbero quasi 40mila cattedre in 5 anni, con un risparmio per le casse del Ministero di oltre un miliardo e 300 milioni di euro all’anno, ma con conseguenze gravissime sui precari della scuola, in attesa da oltre 10 anni di una cattedra fissa.

Tuttavia è necessario allineare la scuola italiana agli standard europei, dal momento che nell’attuale contesto scolastico i ragazzi italiani, a differenza degli altri studenti europei, prendono il diploma solo dopo i 18 anni, proprio perché restano sui banchi di scuola un anno in più rispetto agli altri. Diminuire il percorso di studi da 13 a 12 anni rappresenta quindi un modo per rendere i nostri giovani competitivi nel mondo del lavoro.

Un’altra ipotesi era quella di anticipare l’inizio della scuola primaria a 5 anni per tutti i bambini italiani, ma questa soluzione è stata scartata in quanto un anticipo generalizzato  della scuola primaria potrebbe contribuire ad aggravare la già pesante situazione della dispersione scolastica italiana.

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