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Scuola: due ragazzi su tre non hanno mai fatto una capriola

Un dossier sulla forma fisica degli studenti italiani dimostra un peggioramento. Molti sono senza forza nelle braccia e hanno poca resistenza. Paragonati agli anziani.

Scuola e Istruzione
Pubblicato il 1 maggio 2017, alle ore 17:06

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Scuola: due ragazzi su tre non hanno mai fatto una capriola
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La capriola in avanti s’imparava a farla sulla strada, già a sei-otto anni nei giochi spontanei che si facevano con i coetanei, ora secondo Sergio Dugnani, docente di Scienze del Movimento all’Università di Milano, almeno due ragazzi di prima media su tre non la sanno fare: “si bloccano, contorcono, accasciano su un fianco. (…) Doverla insegnare a ragazzi di 11-12 anni che pesano già 40 chili significa recuperare un ritardo”.

Della stessa idea anche Annalisa Zapelloni, decano dei docenti di educazione fisica romani: “La scomparsa del gioco di strada ha provocato danni incalcolabili. Chi non si è mai arrampicato su un albero o su un muro non ha forza nelle braccia e nelle gambe ed è privo del senso dell’equilibrio. Vedo ragazzini in difficoltà se chiedi loro di saltare a piedi pari una riga disegnata sul pavimento. Non sono disabili: semplicemente non l’hanno mai fatto”. Le previsioni dicono che, se le cose non cambiano, nel 2020 i bambini e gli adolescenti italiani azzereranno le loro capacità motorie.

Non ci sono molte ricerche su questo argomento, ma dalle prime osservazioni pare che il fisico dei nostri ragazzi abbia la resistenza degli anziani. Mario Bellucci, che ha collaborato nello studio, afferma che sono molti i quindicenni che non sono mai andati in bicicletta. Non corrono e camminano poco. Spesso sono infortunati perché il livello di mineralizzazione delle loro ossa si sta abbassando. La muscolatura è poco tonica e crea problemi di postura, infatti non riescono a stare in piedi se non per pochi minuti.

Lo Stato non mostra molto interesse a queste tematiche. Sergio Dugnani interviene parlando della complicità delle famiglie in tutto questo che ritengono lo sport un’opzione per far occupare ai figli il loro tempo libero, cambiando continuamente specialità così da non riuscire mai a padroneggiarne una. Il gioco che si faceva nel cortile e che permetteva uno sviluppo armonico del corpo, non esiste più. Rincorrersi, saltare sulla corda, lanciarsi la palla è stato sostituito dai videogiochi.

Diventa difficile sperare nel miglioramento delle prestazioni sportive dei nostri ragazzi. In atletica leggera i nostri adolescenti sono tra i più deboli a livello europeo. I Giochi della Gioventù riuscivano a coinvolgere molti studenti, ma non esistono più.

Anche i più piccoli delle elementari già a scuola si muovono poco, speso a causa dei nuovi docenti di educazione fisica non preparati.Nel vecchio Isef — afferma Sergio Dugnani — si entrava per concorso in base alle capacità atletiche. E dopo tre anni di ginnastica artistica eri pronto a far fare capovolte e salti mortali a un bambino, anche perché sapevi eseguirle tu stesso. Oggi a Scienze Motorie si accede con una batteria di quiz”. La ginnastica artistica è diventata facoltativa.

“Questi laureati potrebbero essere occupati come buoni ricercatori, ma non necessariamente come insegnanti” – fa notare sempre Dgnani – e conclude dicendo che tra qualche anno mancherà la figura del docente ‘pratico’, prodotta invece dai licei sportivi all’estero, i veri licei.

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Cosa ne pensa l’autore

Marilena Carraro - Ai miei tempi l'insegnante, unica per tutte le materie, dedicava qualche ora l'anno per la ginnastica: flessioni, incrociare le braccia e qualche partita di palla-guerra. Però le capriole, saltare la corda e tante altre cose ancora le sapevo fare da me. Poi c'era anche il patronato, il campetto vicino a casa... Bei tempi. Mi auguro che questo articolo faccia un po' pensare e liberi qualche bambino... all'aria aperta!

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