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Privatizzare gli studi umanistici: protesta a Milano

È questa la nuova idea dell’università: rendere a numero chiuso la facoltà di studi umanistici. E per questo prende il via la protesta degli studenti e non solo.

Scuola e Istruzione
Pubblicato il 20 maggio 2017, alle ore 00:44

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Privatizzare gli studi umanistici: protesta a Milano
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Dal 15 maggio 2017 gli studenti dell’Università Statale di Milano protestano contro il numero chiuso per le facoltà umanistiche.

La decisione è stata presa dal Rettore del Comitato della facoltà e, gli studenti e i professori, per protesta, hanno svolto alcune lezioni, proprio il lunedì 15 maggio in Piazza Fontana. Il significato di questo gesto è ricordare che l’università deve essere accessibile a tutti.

Chi vuole il numero chiuso parla di una scelta di qualità e di equità, sostenendo che la maggior parte dei corsi è già il numero chiuso e che filosofia e storia valgono quanto matematica e fisica. Stesso il rettore Vago ha detto questa durante un’intervista al Corriere della Sera. Il Rettore ritiene di fare il bene del dipartimento, diminuendo il numero di iscritti e facendo una selezione per chi veramente è meritevole e pronto ad affrontare questo percorso, migliora la qualità del servizio.

I dipartimenti interessati sono il dipartimento di Lettere, Storia, Filosofia e Beni culturali e Ambientali, che si sono da subito dichiarati contrari a questa proposta.

Il martedì 16, durante la riunione collegiale con il Senato accademico per discutere su questa possibile modifica, gli studenti sono intervenuti con un blitz e hanno bloccato tutto. I consigli saranno riconvocati per prendere la decisione finale.

Gli studenti, attaccando questa teoria del numero chiuso e della privatizzazione, attaccano anche l’amministrazione istituzionale e universitaria. Il motivo che loro credono sia responsabile è che la città vuole investire maggiormente nei dipartimenti scientifici i fondi pubblici.

Queste notizie son state riportate dai vari giornali locali e dal TG online di Milano all news. È impotante diffonere la notizia in tutta Italia, per evitare che possa diffondersi in tutta la nazione questa idea di privatizzazione.

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Cosa ne pensa l’autore

Serena Addis - Rendere 'privati' i corsi di studi umanistici potrebbe essere visto con un occhio positivo, È perché l'idea di migliorare l'istruzione, di concedere solo a chi veramente è interessato a queste materie la possibilità, renderebbe certo migliori i professori del futuro. Facendo questo però, si toglie la possibilità a molti di interessarsi alle materie e, privatizzandole, ci sarebbe molta più disoccupazione anche tra i professori: riducendosi il numero di studenti, ci sarebbe meno necessità di docenti. Bisogna riflettere su queste tematica, che a mio parere, sono molto importanti.

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