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Compiti estivi? Non li faccio e pazienza per i brutti voti

Studiare durante le vacanze? Quasi uno studente su due ne farebbe volentieri a meno, a costo di ripartire a settembre con dei brutti voti.

Scuola e Istruzione
Pubblicato il 5 luglio 2013, alle ore 11:30

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Compiti estivi? Non li faccio e pazienza per i brutti voti
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Studiare durante le vacanze? Quasi uno studente su due farebbe volentieri a meno dei compiti estivi, a costo di ripartire a settembre con dei brutti voti.

Secondo una ricerca di Skuola.net praticamente uno studente su due vorrebbe ribellarsi ai compiti per le vacanze. A dare manforte ai giovani studenti ci sarebbero addirittura i loro genitori che, come rivela una ricerca dell’Università di Milano-Bicocca, per l’86% del campione esaminato considera l’obbligo allo studio estivo imposto ai propri figli inutile e fastidioso.

Il 46% di studenti di scuole medie e superiori dichiara di accettare il rischio di veder calare il proprio rendimento all’inizio dell’anno, pur di non sottoposi al supplizio dei compiti estivi, mentre solo una piccolissima percentuale ha deciso di affrontare subito lo studio, così da espletare prima possibile il carico di lavoro e accumulare tempo libero nella seconda parte delle vacanze.

Per il 12% si profila un consapevole rush intensivo poco prima del ritorno in aula.

Daniele Grassucci, Responsabile delle Relazioni Esterne per Skuola.net, commenta così: “Anche lo scorso anno abbiamo registrato una situazione simile: all’inizio dell’estate la metà degli studenti dichiarava di non essere intenzionato a svolgere i compiti per le vacanze. Tuttavia man mano che si avvicinava l’inizio dell’anno, la percentuale di dissidenti si era ridotta al 20%. Insomma la paura di un brutto voto spaventa ancora e rappresenta sempre un deterrente efficace”.

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